Badiacampana

scritto da Giuseppe D.
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Autore del testo Giuseppe D.
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Badiacampana
- Nota dell'autore Giuseppe D.

Testo: Badiacampana
di Giuseppe D.

Anselmo, Sara, Gaetano ed Elisabetta viaggiavano tranquilli e felici sulla loro auto, pronti per la settimana di ferie che avrebbero trascorso insieme in una tranquilla casa di campagna in toscana.
Decisero ii partire da Milano dopo cena, e così fecero, si misero in viaggio subito dopo essere usciti da una trattoria appena fuori città.
La notte era calata presto in quel 28 luglio, ed il buio era spezzato solo dai fanali delle auto che come loro percorrevano quel tratto di autostrada.
I quattro amici cantavano e scherzavano a squarciagola, anche sovreccitati dall'alcool che avevano in corpo, non troppo, ma quel che basta per dare un po' di colore a quella serata già accesa di felicità e spensieratezza dovuta al pensiero di quella breve vacanza inaspettata.
« Come hai detto che si chiama quel paese?» domandò Gaetano allegro ad Anselmo mentre le due donne sul sedile posteriore continuavano a cantare divertite una canzone di Zucchero che in quel momento stava passando la radio.
« Badiacampana.» rispose secco Anselmo.
« Non è che arriviamo fin là per scoprire che il tuo amico ci ha fatto uno scherzo e la casa non c'è.» disse Gaetano, e Anselmo si voltò a guardare l'amico serio in volto. I loro sguardi si incrociarono preoccupati, tanto che le due donne smisero di cantare per un attimo.
« Ma vai a cagare!» disse Anselmo dopo un breve momento di silenzio ed i quattro ragazzi scoppiarono a ridere.
Finalmente dopo più di due ore di viaggio videro il cartello che indicava Badiacampana, secondo il quale l'uscita era a cinque chilometri.
Una volta arrivati al casello furono accolti da un casellante talmente magro da avere le guance incavate nel volto ossuto, che li guardava attraverso i suoi occhi grigi quasi fuori dalle orbite, con una mano ossuta si toccò i capelli crespi prima di prendere il biglietto dell'autostrada.
« Scusi?» chiamò Anselmo titubante.
« Si?» disse l'uomo con la sua voce cavernosa.
« Non è che mi saprebbe indicare quanto dista Badiacampana.» disse Anselmo angosciato, quell'uomo non gli piaceva molto, ma non solo a lui, era sicuro che anche i suoi amici erano invasi dalla sua stessa sensazione di inquietudine.
« Vada avanti sempre dritto per una decina di chilometri, non può sbagliare... he, he. » disse con quel verso finale, un verso che fatto da qualcun altro avrebbe fatto ridere di sicuro, ma emesso dalle labbra di quell'uomo era a dir poco lugubre, e gli faceva accapponare la pelle.
« Grazie.» disse Anselmo cercando di non far trapelare all'uomo nessuna delle sgradevoli sensazioni che aveva provato.
« Che faccia da becchino.» disse Gaetano non appena si furono allontanati, e tutti risero.
Proseguirono sulla strada indicata dal casellante, e dopo un breve tratto asfaltato la strada divenne un ammasso di sabbia e pietrisco.
« Mi sa che la manutenzione stradale in questo posto lascia un po' a desiderare.» scherzò Gaetano.
« Guarda là!» urlò entusiasta Elisabetta, indicando un gruppo di case alla loro destra.
« Dev'essere Badiacampana.» aggiunse Sara con lo stesso entusiasmo che aveva contraddistinto l'amica.
Era quasi mezza notte quando l'auto di Anselmo varcò il cartello con su scritto “ Benvenuti a Badiacampana”. Il paese era decisamente moderno e ben tenuto, i fari dei lampioni emettevano tanta luce da far risplendere le strade e le moderne vetrine dei negozi.
Ma nell'aria c'era qualcosa di strano, infatti le strade erano completamente deserte, il che poteva essere anche normale vista l'ora, ma il silenzio che li circondava, quel silenzio ad Anselmo non sembrò per nulla normale.
« Ma non c'è nessuno?» chiese Sara con la voce spezzata dalla preoccupazione.
« Già, così sembrerebbe.» rispose Anselmo.
« Là...» disse quasi urlando Gaetano e tutti si girarono in quella direzione.
Proprio vicino ad un semaforo c'era una coppia di ragazzi. Lui era vestito sportivo, con le spalle appoggiate al semaforo e cingeva la ragazza per la vita, come se avesse paura che lei scappasse. Anselmo e Gaetano capirono il perché non appena furono abbastanza vicini da vedere la ragazza, nessuno dei due poteva dire di aver mai visto tanta bellezza in una sola persona. Una bellezza senza eguali.
Anselmo fermò l'auto in prossimità dei due giovani.
« Scusate...» disse Gaetano, e la ragazza si girò a guardarlo, « … sapreste indicarmi dove si trova la cascina Bondi?» il ragazzo non si girò verso di loro, quasi fosse infastidito dalla loro presenza.
« Certo... » disse la ragazza con una voce incantevole, «... dovete andare dritti per quella strada... dovrebbe distare circa cinque chilometri.» sorrise, mentre i quattro la ringraziavano, un sorriso che ad Anselmo parve potesse aprire la porta dell'immenso.
« Simpatico...» disse Gaetano.
« Chi?» domandò Anselmo.
« Il ragazzo...»
« Dev'essere uno educato...» scherzò Anselmo.
« Ma non vi sembravano strani quei ragazzi?» chiese Sara.
« In che senso?» domandò Anselmo
« Bò! Avevano un non so' che di...»
« Non diciamo stupidaggini...» irruppe infastidito Gaetano, probabilmente anche lui aveva notato qualcosa di strano nei due ragazzi. L'atmosfera si fece tesa all'improvviso ed a renderla ancora più inquieta fu la nebbia che li avvolse non appena imboccarono la strada che gli aveva indicato la ragazza.
« Come fa ad esserci la nebbia il 28 di luglio a mezza notte?» chiese irritato.
Anselmo guidava a fatica in mezzo a quella nebbia, cercando di seguire la strada sterrata appena visibile.
« Ci siamo persi vero?» chiese Elisabetta angosciata.
« Per favore, cerchiamo di restare calmi!» esclamò Anselmo.
D'un tratto, così come era apparsa la nebbia si dissolse con grande liberazione d'animo per i quattro amici. Si ritrovarono davanti al cartello “ Benvenuti a Badiacampana”.
« Ma questo non è lo stesso cartello di prima?» chiese Gaetano.
« Probabilmente abbiamo girato attorno al paese senza rendercene conto...» i quattro amici scoppiarono a ridere sollevati di non essere più in mezzo a tutta quella nebbia.
Passarono ancora davanti al semaforo, la coppia di prima non c'era più.
« Dove aveva detto che dovevamo andare?» chiese Anselmo.
« Di là!» disse Gaetano indicando la strada.
Non appena fuori da Badiacampana furono nuovamente avvolti dalla nebbia, Anselmo guardò la lancetta del carburante l'auto era in riserva, frenò di colpo. I quattro amici balzarono in avanti talmente fu improvvisa la frenata.
« Ma sei scemo!» disse Gaetano rivolto ad Anselmo.
« Torniamo indietro e facciamo benzina.» disse Anselmo, che ingranò la retromarcia, e cominciò ad indietreggiare. Era sicuro di aver fatto pochi metri, ed invece adesso la strada in retro sembrava non finire mai.
« Ma cosa!?» disse Anselmo, gli altri si girarono a guardare indietro...
“ Benvenuti a Badiacampana”
I quattro amici si guardarono perplessi.
« O sei un fenomeno della retromarcia o qua c'è qualcosa che non quadra?» disse Gaetano cercando di smorzare l'atmosfera pesante che si era creata.
Sara ed Elisabetta si abbracciarono impaurite.
« Cosa facciamo?» Chiese Anselmo.
« Torniamo a casa.» disse Amselmo.
Anselmo mise la prima e cercò di andare dritto verso l'autostrada, la tensione era alta, furono avvolti dalla solita nebbia, la spia arancione della riserva era fissa, d'un tratto la sagoma di una donna si materializzò... era la ragazza di prima, Anselmo arrestò l'auto e la ragazza si avvicinò. D'un tratto Anselmo vide la sagoma del suo ragazzo, sempre voltato di spalle, questa volta appoggiate ad un albero, quasi contrariato per il fatto che la sua ragazza si stesse avvicinando a loro.
« Credo che ci siamo persi...» disse Anselmo quando la bellissima ragazza gli si avvicinò... il bel viso della donna si deformò in una smorfia innaturale mentre con voce d'oltretomba diceva cose senza senso, una di queste Anselmo la capì bene.
« Io credo che siete morti...»
Qualche chilometro più indietro, sull'autostrada, in prossimità dell'uscita di Badiacampana, la polizia era indaffarata ad estrarre i corpi privi di vita di sei ragazzi, quattro giacevano in un'auto ribaltata proveniente da Milano... pareva che l'autista guidasse ubriaco. Altri due corpi erano di due sposini che viaggiavano su un'altra vettura, pare che stessero tornando a casa dopo una serata trascorsa con amici.
Badiacampana testo di Giuseppe D.
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