Neve

scritto da SickBoy
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Autore del testo SickBoy

Testo: Neve
di SickBoy

Era ormai parecchio tempo, o almeno così mi sembrava, che ero appiccicato a quel vetro. Era freddo, ma nonostante quello rimanevo li. Il naso ormai era diventato insensibile e le palme delle mani freddissime. Il mio fiato caldo, a ritmo con la mia respirazione, appannava qualche centimetro quadrato davanti la mia bocca mentre gli occhi rimanevano puntati fuori, come ipnotizzati. Nevicava.

Nascosto dietro il vetro, la mia barriera invisibile, osservavo fuori. 17.30, il giorno volgeva al termine ed ormai il crepuscolo dominava il paesaggio; la luce di un sole rosso morente cadeva per terra, sul piazzale, trasformando il sottile strato di neve che c’era sopra di uno strano colore rosso, sangue. Non ho idea perché, ma qualcosa mi chiamava. Sentivo il dovere, il bisogno di uscire. Uscire la fuori. Dopo un tempo infinito mi staccai dal vetro, ormai caldo; si era nutrito del mio calore per sopravvivere, anche lui, a quel freddo. Abbassai la maniglia della porta ed uscii, lasciandomi alle spalle calore e sicurezza.

L’atmosfera, vista da fuori, era ancora più irreale di quanto sembrasse da dietro quel vetro. Regnava un silenzio pesante, quasi tangibile, un brivido mi attraversò il corpo. Leggeri fiocchi di neve cadevano stanchi dal cielo lasciandosi trasportare dalla forza di gravità ed oscillando dolcemente accarezzati da qualche sporadico colpo di vento, gelato. Li sentivo cadere a terra. Passo dopo passo mi allontanavo sempre di più dalla mia piccola oasi di sicurezza. Sotto il mio peso la neve fresca scricchiolava, moriva. Passo dopo passo lasciavo un impronta dietro l’altra ma che in pochi minuti sarebbero sparite, quasi come protezione, quasi come se la neve cercasse di cancellarmi, come se quel posto volesse rimanere solo e disabitato. Mi avvicinai al deposito e presi la mia tavola, il mio snowboard, di un color azzurro cielo che il sole morente non riusciva a soffocare. Mi incamminai verso una pista, ancora immerso nel silenzio e accumulando neve sul giubbotto. Mi buttai a sedere sulla neve allacciando la tavola ed una volta pronto mi rialzai.

Iniziai a scendere. Adesso lo spazio circostante era dominato dal fruscio che la tavola provocava scivolando sulla neve. Moderato e costante creava un sottofondo quasi ipnotico. La velocità era bassa ma lo snowboard mi trasmetteva un senso di libertà come niente mi aveva mai trasmesso prima. Per un attimo mi sentii quasi come uno di quei fiocchi di neve che osservavo poco prima, che si lasciavano guidare dalla gravità e dal vento. Per un po’ mi gustai quei momenti ma poi, ormai assuefatto da quel senso di liberà mi spinsi oltre i miei limiti. Presi velocità. Adesso potevo sentire bene il freddo gelido sul viso. Ero già sceso di parecchio e senza accorgermene ero entrato in una specie di tunnel tra gli alberi. Provai a frenare. Avevo preso troppa velocità e così persi l’equilibrio cadendo rovinosamente a terra. Finii a pancia in giù nella neve, ma fortunatamente non mi feci niente. Mi girai e rimasi a fissare il cielo, ormai sempre più buio, ancora con gli scarponi attaccati alla tavola e le braccia aperte. Mi guardai intorno e solo allora notai che ero circondato da alberi. Grandi abeti innevati che sembrava allungassero i loro bianchi rami verso di me. Era ormai buio ed io, solo in quel bianco angolo di mondo, chiusi gli occhi perdendomi in quel silenzio e sognando di volare come un fiocco di neve.
Neve testo di SickBoy
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