Esausta mi sdraio su questo buio,
osserva il pozzo in fondo,
molto più in fondo del mio respiro,
sfocato sospiro,
intricato papiro.
Sul dorso del mio sorriso
comprendo questo fastidio,
una fiamma si agita
sul mio polso,
un fianco sospeso,
la guancia ferita.
Bruciante e rapita,
un singolare assaggio,
un incisivo sulla punta,
la lingua accarezza,
mi accarezza convinta.
Questa strada,
mi sospinge,
verso la riva,
onde che muovono,
rido della tua posa passiva.
Sono viva,
baciami,
scansami.
Sono vita.
Spingi verso questo ostacolo,
ascolta il battito,
sopito,
scolpito sulla carne.
Persuasa in questa stanza,
una danza,
quant’infanzia,
annega nei miei palmi,
il tuo umore,
amore,
quanto rumore,
amore.
Onde testo di Aradia