Conoscevo un uomo che amava l'acqua. Che cosa strana pensai quando me lo disse per la prima volta. Certo lo vedevo sempre in giro con una bottiglietta d'acqua e quando uscivamo insieme ne beveva dai tre ai quattro litri. Lo prendevo sempre in giro dicendogli che se fosse nato su qualche isola avrebbe speso migliaia di euro al mese per via della sua sete. Per fortuna invece qui ci sono le fontane pubbliche gratis. Se gli toccavi la pancia era una cosa incredibile. La vedevi ballonzolare e se avvicinavi l'orecchi riuscivi a sentire il suono del mare. -"Altro che conchiglie noi abbiamo l'uomo dell'acqua per sentire il mare"- Si rideva sempre a questa battuta, per altro insopportabile se ci fossimo messi nei suoi panni. Lui non voleva davvero bere così tanto, ma non riusciva a resistergli. Per questo con suo grande sforzo un giorno mi chiese di vedermi. Percepivo la difficoltà che aveva a parlarmi, la vedevo nelle sue sopracciglia aggrottate, nella viso gonfio e paonazzo, nel sudore che gli colava sulla fronte*. In un primo momento pensai che si stesse per dichiarare. Tutti noi credevamo fosse omosessuale, sarà stato per la bottiglia d'acqua? Non credo. Comunque ad un certo punto riuscì ad articolare una frase, non molto sensata a dire la verità.-"Odio e amo, aiutami"-
"-Cos'è che odi?"-
"-Non è ovvio, io odio e amo l'acqua, non riesco a farne a meno non l'hai notato?Non ne posso più"-
Così inizio il mio viaggio nel suo mondo. Mi racconto che erano sette anni che n'era diventato dipendente. Se stava per troppo tempo lontano dall'acqua veniva assalito da una terribile ansia, un tremendo nervosismo, un dolore psicologico, come se fosse davvero sotto l'effetto di una droga. Rimasi all'inizio abbastanza perplesso. Non capivo di cosa stesse parlando, anzi pensavo mi stesse prendendo in giro. Quando ebbi capito che era serio iniziai a pensare che era un pazzo. Non aveva senso una tale ossessione. Non c'era logica*, non c'erano motivi. Dipendenti dall'acqua? Ma è solo acqua non c'è niente dentro. Parlammo qualche giorno di questo fatto. Iniziai a interessarmi vivamente a questo suo problema. Mi sentivo in colpa. Era ovvia la sua ossessione in fondo, ma l'unica cosa che avevo fatto era stato di prenderlo in giro. Volevo rimediare. Insieme a lui ci informammo per trovargli uno psicologo, io non mi sentivo in grado di entrare nella sua mente e riuscire a salvarlo dal suo incubo. Gli feci capire che per lui ci sarei sempre stato, comunque fossero andate le cose io ci sarei sempre stato. Avevo iniziato a volergli davvero bene e ci tenevo che superasse questo enorme problema, speravo potesse essere felice in futuro. Prese un appuntamento da uno specialista, da lì sarebbe tutto migliorato gli dissi.
Era un giorno triste per me. Il mio amico dell'acqua non arrivo mai a quell'appuntamento. Una cosa avevamo trascurato, internet. Ci sarebbe stato molto utile. Avremmo scoperto che si può morire per overdose di acqua. Era una droga, e finalmente riuscivo a capirlo. Tutto nella vita può esserlo se portata ad un eccesso. Il mio vestito nero, mi faceva sentire meglio. L'avevo comprato insieme a lui, per accompagnarlo dallo psicologo, me lo faceva sentire vicino. Un altro lo indossava ora egli stesso, freddo nella sua bara, ma almeno senza più aver bisogno della sua bottiglia.*
Precisazioni
*Probabilmente era solo l'acqua che cercava di uscire
*Un applauso per la logica!
*Ho scoperto che una morte del genere esiste davvero solo a storia conclusa, che mondo strano.
L'uomo dell'acqua testo di sgubby