Lady Jessica Bark ~ Capitolo 1

scritto da Lexla
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Romanzo rosa a puntate ambientato nell'epoca vittoriana pubblicato sul mio blog
- Nota dell'autore Lexla

Testo: Lady Jessica Bark ~ Capitolo 1
di Lexla

-Che giornata meravigliosa!-

Fu il primo pensiero di Jessica al suo risveglio.

Quel giorno sarebbe finalmente tornata a casa dal collegio in cui era stata quasi perennemente rinchiusa negli ultimi tre anni.

I suoi genitori avevano ritenuto corretto che ad Archie, suo fratello maggiore, venisse concesso di restare a casa a studiare con un istitutore, visto che egli avrebbe ereditato il titolo di Conte di Kerrick, la casa e le terre, sarebbe stato opportuno che studiasse e si formasse direttamente alla tenuta, mentre per lei, che avrebbe dovuto combinare un buon matrimonio, a quindici anni si erano aperte le porte del collegio.

L’istituto era considerato uno dei migliori, anche se Jessica, la cui mente era sempre attiva, lo aveva trovato mortalmente noioso, infatti a parte francese, storia e geografia non avevano fatto altro che bombardarla di lezioni sulle buone maniere, su come allevare i figli, gestire la servitù, dare un ricevimento indimenticabile e poi: ballare, andare a cavallo con grazia, intrattenere una conversazione garbata, non avevano neppure trascurato la spiegazione su come gestire un carnet di ballo per il debutto in società.

Jessica in realtà non avrebbe avuto un vero e proprio debutto in società, infatti quando avrebbe varcato le porte della città di Londra per la sua prima stagione sarebbe stata già sposata.

Glielo aveva comunicato sua madre, con la sua solita gelida compostezza, spiegandole che avevano accettato la proposta di un loro vicino che le avrebbe garantito un ottimo futuro e che avrebbe così potuto continuare a vivere vicino alla famiglia.

La vena combattiva di Jessica voleva ribellarsi a questa imposizione, era inaccettabile per lei non avere la possibilità di vivere la sua prima stagione, godere delle sensazioni del corteggiamento, ma c’era un motivo di fondo se aveva accettato tutto silenziosamente, il suo futuro sposo. Il Visconte Michael Campbell, il futuro Conte di Campbell.

Sin da bambina Jessica era stata la migliore amica della timida Abygaile, la sorella minore di Michael, sua coetanea.

Michael, a differenza di suo fratello Archie, aveva sempre tempo per Abby e giocava spesso con loro, una volta cresciuti le portava a fare lunghe passeggiate a cavallo e Jessica era consapevole che, quella che da bambina era ammirazione per un fratello maggiore così premuroso, a quattordici anni era ormai una vera e propria cotta, dopotutto Michael aveva compiuto diciotto anni poco prima della sua partenza per il collegio, era già quasi un uomo, e lei ne era totalmente affascinata.

Per un certo periodo aveva temuto che durante la sua assenza avesse potuto conoscere qualche ragazza, specialmente quando era tornata a casa per le vacanze di Natale e non aveva visto né lui né Abby, a peggiorare poi le sue paure, durante la primavera, le erano state recapitate indietro tutte le lettere che aveva spedito al collegio di Abby, ma quando era arrivata la lettera di sua mamma aveva capito.

Probabilmente ad Abby era stato vietato di scriverle onde evitare che involontariamente divulgasse qualche dettaglio sulla proposta di suo fratello.

Non aveva dubbi, Michael era l’unico vicino che avevano e che aveva avuto modo di notarla e vederla crescere, ed inoltre era l’unico in età adatta a lei.

Quando la sua cameriera bussò alla porta per portarle l’abito che era stato acquistato appositamente per il suo rientro a casa era un fascio di nervi.

-Poggialo pure lì Mariette- disse distrattamente alla domestica mentre iniziava a sfilarsi la camicia da notte.

-Mi auguro che vostra madre non abbia da ridire con me Lady Jessica- Fu il liberatorio commento di Mariette.

Jessica non aveva motivo di porsi domande già immaginava.

Nel collegio infatti era vietato “agghindarsi”, parola che Miss Settlemore, la direttrice, pareva amare ripetere.

Tutti i suoi bei vestiti erano stati rispediti a casa e le era stata imposta una castissima divisa nei toni del bianco e del tortora, rigorosamente a collo alto anche d’estate.

Avrebbe voluto vedere la reazione di sua madre quando tutti i vestiti erano arrivati indietro al mittente, non era stato risparmiato nulla, neppure un corsetto, soprattutto per lei.

Jessica infatti era la più bersagliata da Miss Settlemore, doveva passare inosservata il più possibile, poiché le sue forme generose, secondo la severa direttrice zitella, inducevano in tentazione e addirittura, durante una lezione di portamento, era arrivata a dirle che, se non fosse stato disdicevole per una Lady del suo rango stare gobba, per lei sarebbe stata una postura ideale per mascherare il suo seno troppo abbondante.

Mariette tirò furi l’abito dalla sacca e Jessica seppe con assoluta certezza che sua madre non avrebbe apprezzato, d’altro canto non apprezzava neppure lei.

Il vestito era di un orrendo color fanghiglia, con il collo alto e rigido, senza nessuna rifinitura particolare, neppure un fiocco a segnare il girovita, sembrava solo un costoso sacco per patate. Oltretutto non esaltava minimamente il suo aspetto, la sua pelle d’avorio, i lunghi capelli neri come il carbone ed i suoi scintillanti occhi blu sembravano spegnersi accostati a quella tinta deprimente.

D’altra parte, anche se sua madre aveva scritto appositamente per richiedere che Jessica uscisse dal collegio con un abito degno della sua condizione sociale e non con una divisa, era ovvio che la direttrice avrebbe obbligato Mariette ad acquistare qualcosa di rigorosamente squallido.

-Hai ragione Mariette, è orrendo- fu l’immediato commento di Jessica, ma vedendo lo sconforto dipingersi sul viso della domestica proseguì – non ti preoccupare, dirò a mia madre che lo ha scelto la direttrice rifiutandosi di accettare le sue direttive ed impedendoti di eseguire gli ordini-.

A quelle parole il colorito della domestica tornò normale.

Le compagne si erano tutte radunate per salutarla e farle i migliori auguri e dopo un’ora di abbracci ed incoraggiamenti sul futuro finalmente Jessica stava per salire sulla carrozza che l’avrebbe condotta a casa .

Il viaggio non sarebbe stato lungo, ma Jessica non stava nella pelle all’idea di rivedere Michael, se avesse potuto avrebbe contato ogni giro di ruota, non aveva nemmeno voluto fermarsi in una locanda per il pranzo accontentandosi di piluccare la merenda per il viaggio che era stata fornita dal collegio.

Erano alle porte dell’autunno e le giornate si stavano accorciando, Jessica ci teneva ad essere a casa prima del tramonto, desiderava avere il tempo per cambiarsi per cena e soprattutto voleva essere presentabile per Michael. Ogni fruscio della leggera mantella che portava le ricordava l’orrore dell’abito che celava.

Quando dal finestrino della carrozza intravide in lontananza i cancelli della tenuta, non riuscendo più a trattenersi, decise di prendere un cavallo e precedere la carrozza da sola.

Sua madre di certo non avrebbe apprezzato, ma lei non sarebbe riuscita a stare seduta in carrozza un secondo di più, dopotutto era una Lady di campagna e l’inizio della nuova stagione e delle buone maniere era ancora lontano qualche mese.

Appena fu fuori dalla portata delle raccomandazioni di Mariette spinse il povero cavallo al galoppo.

Jessica amava la sensazione del vento sul viso, andare a cavallo era liberatorio, varcò i cancelli come una furia spedita in direzione delle scuderie sul retro nella speranza che la sua entrata “trionfale” fosse sfuggita all’arcigno occhio di sua madre.

Quando si fermò di fronte alla stalla e vide chi le stava venendo incontro il suo cuore perse un battito.

Era cresciuto, era diventato un vero uomo, e in maniche di camicia, senza essere agghindato come un damerino, i muscoli possenti delle braccia e le spalle larghe risaltavano ad ogni passo.

Michael le stava andando incontro per aiutarla a scendere da cavallo.

Ovvio che il suo amico d’infanzia, ben diverso da Archie nell’etichetta, aveva deciso di accoglierla comunque alla loro maniera.

Sembrava che Michael avesse passato l’estate a razzolare nei campi e divertirsi, al contrario di lei che era stata in quell’orribile collegio.

La sua carnagione era leggermente ambrata, ma gli occhi azzurri risaltavano infinitamente, ed i suoi meravigliosi capelli biondi rilucevano come oro. Li aveva raccolti in un ordinato codino sulla nuca, ma qualche ciuffo ribelle era sfuggito.

Jessica era senza fiato, ma non seppe trattenersi e d’istinto buttò le braccia al collo al suo vecchio amico. Nonostante l’imbarazzo che provava data la sua infatuazione per il fratello di Abby la confidenza che c’era tra loro sin da bambini la spinse tra le braccia di lui con naturalezza.

-Sono così felice di rivederti- sussurrò all’orecchio di Michael.

Con sua sorpresa però Michael non ricambiò la stretta con il suo stesso entusiasmo.

Jessica si tirò indietro perplessa cercando di scrutare il viso di lui, ma quasi immediatamente si diede della sciocca.

Accidenti, non erano più dei ragazzini impegnati nelle scampagnate nei boschi, lei ormai era una donna e per giunta la donna che lui aveva scelto per moglie e che immaginava avesse studiato buone maniere per tre anni.

Che bel modo di fare buona impressione, arrivare a cavallo come una selvaggia, buttarglisi tra le braccia e tocco finale il suo orrendo vestito.

-Scusami- abbozzò Jessica imbarazzata.

-Non scusarti…- fece appena in tempo a dire Michael regalandole il primo vero sorriso.

-Jessica! Dove sei?- rimbombò la voce di sua madre nelle scuderie.

“Accidenti!” Pensò Jessica, a sua madre non era sfuggito il suo arrivo al galoppo.

-Sono qui madre- urlò di rimando alzando gli occhi al cielo, ma quando si girò per condividere il momento con il Visconte di Campbell si accorse che si era eclissato.

Con sua gioia, quando sua madre svoltò l’angolo in una nuova d’organza beige, al seguito c’era anche suo padre, Charles Bark, Conte di Kerrik, che era molto più bonario nei confronti degli eccessi della figlia.

-Ma come sei conciata? Sembri un’istitutrice povera!- Esclamò sua madre inorridita alla volta del suo abito.

-Madre, padre- s’inchinò Jessica –l’abito purtroppo è stato scelto dalla direttrice che non ha dato modo a Mariette di portare a compimento i vostri ordini-.

-Se non altro questo sarà l’ultimo obbrobrio che ti vedremo indosso grazie a quella donna- disse sua madre indirizzandola verso la casa.

Fu immediatamente avvolta da un turbinio di pettegolezzi, sua madre aveva partecipato alla stagione che si era chiusa poco più di un mese prima e non faceva altro che elencare la brutta figura di questa o quell’altra debuttante, rammentandole quanto fosse fortunata ad aver ricevuto una proposta di matrimonio ancora prima di dover partecipare alla sua prima stagione.

A differenza di quanto Jessica si era immaginata sua madre la pilotò immediatamente verso la sala da pranzo.

-Madre preferirei cambiarmi prima di cena- la interruppe Jessica sulla soglia.

-Oh cara bambina, capisco che tu non veda l’ora di toglierti questo straccio di dosso, ma stasera a cena saremo solo noi quattro, è importante che tu vada a risposare presto e sia in perfetta forma per il pranzo di domani quando riceveremo il tuo futuro sposo e programmeremo la data di fidanzamento seguita dalle nozze- rispose sua madre risoluta.

La cena si svolse in assoluta tranquillità, a Jessica parve assurda tutta la pantomima che stava facendo sua madre verso il suo futuro sposo, quando era ovvio chi fosse, ma per quieto vivere decise di lasciarla fare.

Giunta finalmente nella sua camera da letto, una volta che Mariette se ne fu andata dopo averla aiutata a spogliarsi, si accorse di quanto era stanca e si lasciò andare ad un pacifico sonno ristoratore in attesa di poter finalmente rivedere Michael il giorno seguente.
Lady Jessica Bark ~ Capitolo 1 testo di Lexla
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