AI VIANDANTI

scritto da George
Scritto 8 anni fa • Pubblicato 8 anni fa • Revisionato 8 anni fa
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AI VIANDANTI
- Nota dell'autore George

Testo: AI VIANDANTI
di George

Voi viandanti,
sempre con la testa fuori dal finestrino
come raccoglitori
di pietre preziose,
l’un l’altro,
con gli occhi
avanti e indietro
in un gioco-lavoro
fragile, misterioso,
bellissimo.

Camminare:
passaggio sempre
ad oriente, dove si nasce,
fra le porte che chiamano
gli uomini alla sfida.

O forse camminare:
come un sogno fatto
da un pezzo di universo
tramutato in realtà
dalla volontà di due persone
che si vestono reciprocamente
dei panni del viaggio
lungomari di gabbiani e voci
e profumi bronzei.

Camminare:
su strade infangate,
polverose
zeppe di macerie
della cultura umana
autostrade che sanno
di infinite accelerazioni
sentieri come fiumi
impervi che sfracellano le rocce
e poi tramonti ghiacciati
calli semioscure,
incroci ribollenti
di mezzogiorni
urbani,
alzaie solatie baciate
da acque dorate

Di camminare
non ci si stanca mai
perché ogni volta
una sorpresa
ammicca da un ciglio
sperduto

Perché il camminare
ha il suono del sole:
che fluisce sui pensieri
e li accompagna,
li fa danzare;
che fa avanzare il desiderio
e lo sospinge verso i confini
lontani, visibili al cuore,
che addolcisce i tratti
dei volti spesso duri,
angosciati,
ridipinge un sorriso
e fa tenere alte le mani.

E poi camminare:
lasciando alle spalle
uno, due, tre,
mille,
infiniti mondi
tutti diversi
in cui sempre uguali
o sempre altri
si producono segni
intelleggibili,
si scrivono, si amano
si combattono sogni
e pulsioni
che costruiscono
il tempo dell’orologio

Camminare sì,
ed è l’augurio più forte
perché coloro che vivono
incontrano,
non sanno,
ma poi riconoscono,
e la rivelazione appare
con sottile fremito,
ed è aspersa tra i battiti
dei cuori
tra un cilindro del motore
e l’altro.
AI VIANDANTI testo di George
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