Lacrime di Libertà.

scritto da ROSAROSSA
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Testo: Lacrime di Libertà.
di ROSAROSSA


Seduta alla mia scrivania, mi sto rilassando ascoltando la musica che preferisco, calma, distensiva, quella che ti permette di viaggiare dentro di te.
Sai, quelle melodie che ti rapiscono , ti trasformano in brezza e ti fanno sorvolare le foreste, poi planare sulle onde dell'oceano, dove le fragranze salate e leggendarie inebriano le tue narici, per arrivare a toccare l'orizzonte dove il cielo si fonda col mare, e poi sconfinare sulle dune indomite dei deserti assolati e dorati, e poi di nuovo su per aspre rocce dalle cime innevate, dalle sorgenti incontaminate, e scendere di nuovo le intagliate pareti, librarsi sulla verdeggiante abetaia, ancora più giù sopra i lecci e su lussureggianti e imponenti cerri, fino a sdraiarti sul tenero verde della sponda del fiume che scorre allegro nel suo letto tortuoso, pieno di anse e piccole cascate. Il suo piacevole sciabordio copre ogni altro sentire, ti penetra dentro quasi a zittire ogni tuo pensiero e ti sorprendi a fantasticare sulle forme delle nuvole.

E resti immobile nel tuo corpo da gigante, col cuore di bambina, a non misurare più il tempo, tanto da non sapere se sei già nel tuo domani o sei tornata nel tuo ieri, per decidere che sei nell'eterno “adesso”.

Così, con gli occhi ancora pieni di nuvole e cielo, ti siedi per farti accarezzare dall'ultimo raggio di sole prima che tramonti per lasciare posto a quell'oblio che non è luce, che non è buio.

E' in quel momento che ti accorgi di avere le guance umide: lacrime? Si sono lacrime. Sono quelle che hai tenuto dentro per una vita, perché nel momento in cui dovevano uscire, qualcosa le ha trattenute a tua insaputa. E tu che pensavi ti si fossero congelate nel petto, di essere diventata insensibile, imperturbabile, forte...

"Seee, forte come l'aceto", recita un vecchio adagio delle mie parti. Non è vero niente! La verità è che non ti sei mai concessa il tempo necessario per soffrire, per gioire, per disinfettarti le ferite, c'era sempre qualcuno o qualcosa di più urgente, o così almeno li percepivi.

Ora che senti il tempo stringere attorno a te, non sai quanto ancora ne hai, di certo di meno di quello che hai già avuto, e allora? Che vuoi fare, chiudere la partita così? Non sarebbe giusto verso te stessa, verso le persone che hai amato e perso, che continui ad amare perché ti sono ancora vicine, a quelle stesse a cui, forse senza rendertene conto, non hai palesato i tuoi bisogni come loro hanno fatto con te.

Non sai se è andata così o no, non si può stabilire se sia stata una scelta giusta o sbagliata. Forse è stata una scelta e basta.

Mentre il pianto continua ad allagarti gli occhi e bagnarti il viso, ti senti viva, senti di amarti e di essere anche felice perché sai che quelle sono lacrime di libertà.
Lacrime di Libertà. testo di ROSAROSSA
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