E’ come se vedessi il lenzuolo dei nostri peccati!
E’ li che indugia pazientemente un nostro cenno. Non fiata, ma attende le urla dei piaceri infiniti.
Lentamente la purezza del momento macchia con l’inchiostro dei capricci , il suolo delle battaglie più infami.
Mani che sfiorano le carni prive di pudori. Corpi che danzano sulle note dei desideri più velati. Occhi che scrutano la voluttà, bramosa di essere violata.
Ogni atto imprime su quel timido foglio, le gesta più sfacciate di sensazioni impure.
Macchie di piacere che incidono le parole non dette nella tela delle debolezze più bramate.
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