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Sovrana
(A Nina)
Lo sguardo cade vuoto,
perso su un tavolo di acciaio
che brilla di un colore argento;
radianza del freddo della vita.
Sopra il gelido ripiano
e' adagiata una cartella;
riporta il tuo nome,
seguito da un cognome:
il mio nel tuo,
uniti dall'amore.
Accanto, un trasportino,
all'interno
ciò che resta
del tuo -ormai- consumato
corpicino,
chiuso dentro a una busta,
mi si spiega
"adatta all'occasione"
inorganica, biodegradabile...
e il mio cuore chiudo dentro
-accanto al tuo
che adesso e' fermo,
e martella forte,
fino al grembo,
sopra il quale
ancora sento il tuo calore
con la musica
del tuo profondo amore.
Ora,
l'essere e' compostabile,
privato del nucleo
della tua vera essenza,
penso questo e lo ripenso,
mentre scendi
nella fredda terra,
in una busta bianca,
munita d'una cerniera
che non ho mai aperto,
perche',
il ricordo di te regina,
mi restasse dentro,
in eterno.
Ti lascio libera
di far ritorno al tuo regno,
ti restituisco la tua dignita'
di sovrana.