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I profumi delle rose
Siamo coscienze,
morte,
foglie d'acero
colore del fango.
Arriverà,
quell'ultimo abbraccio,
vibrazione profonda
che chiamiamo morte.
Siamo coscienze,
sporche,
sassi freddi
sotto tacchi di un tango.
Biasimarli?
Perché la giovinezza
dona loro bellezza;
e perché io muoio
e loro eruttano vita?
Lascia pure che calpestino
le nostre trecce,
sterili dita
avvinghiate.
E che tremano
sotto il ritmo d'un tango.
Dovremo lasciarci.
Il campanile suona le cinque.
Le rondinelle volano,
e disegnano
quel nostro bacio,
che non vi fu.
È il garrire festoso
ad un Maggio di colore.
I profumi delle rose
colorano le siepi.
Più probabilmente io lascerò te.
Ti domanderai
se quanto vissuto
senza un segno, né carne,
fu onesto, retto, limpido.
Ti domanderai
se questo presente
è bastato al passato.
Non ci sarà mai più
un altro bacio.
Né un "Noi" .
Né, forse, l'universo.
M.M. 21/02/2026