Dal fronte

scritto da Paulus
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Autore del testo Paulus

Testo: Dal fronte
di Paulus

Il terrapieno smotta. Il tenente ordina, perentorio, di spalare la mota, mentre gli anfibi affondano. Ogni giorno c'è qualche intoppo. Le molle e i percussori del fucile guastati; le vettovaglie muffose per l'umidità, avariate; la farina zeppa di larve e moscerini; l'uniforme gualcita. Il trinceramento declina fino alla piana, attraversata la quale, s'imbocca la provinciale che percorre il villaggio. Abbandonato perché grava la minaccia del conflitto, dei combattenti posti l'uno di fronte all'altro, dei petardi Thevenot delle granate e degli assalti all'arma bianca, le baionette splendenti per la luce intensa, braccate per trafiggere o schermirsi. Abbandonato e desolato, in una certa misura compromesso come precaria l'esistenza di chi è sceso a valle ricoverandosi presso parenti o amici sperando nel contro esodo quando calerà il sipario. La notte dal camminamento traspare il riverbero scarso della lanterna fatuo come il fuoco sui tumuli, quando ferve l'estate e la fosfina avvampa trasudando dal suolo. Ed è un fischiare di proietti rasenti la superficie. Nello spiazzo antistante la chiesa e i casali, sono ammassate le salmerie. Domani i carriaggi saliranno la china per trasportarle al fronte. La chiesa è quasi sempre vuota. Le pareti della navata rettangolare e dell'abside semicircolare sono rivestite di pannelli d'abete. Si respira un'aria di famigliarità di dimestichezza come in un'alcova protetta da tavolate fissate alle pareti. Qualcuno vi fa il proprio ingresso non per pregare ma per pensare ai casi della vita, seduto sui banchi con il Carcano Modello 1891 tra le gambe. Mentre la luce per il rosone inonda la pala dell'altare maggiore. 

Dal fronte testo di Paulus
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