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Non ti dedicherò alcuna poesia:
già occupi spazio nei miei occhi,
sulla punta della lingua,
e il tuo sapore amarognolo
di quello che poteva essere
dondola
nella culla dei miei pensieri.
Non ti renderò eterno
se ogni volta che lo faccio
poi di me
mi domando cosa avanza.
Non ti dedicherò alcuna poesia
i miei versi non ti custodiranno con cura
e le mie parole non ti riscalderanno.
Ho già dato tutto ad altri
e di me restano briciole
beccate da corvi affamati.
Avrei voluto dedicartela, però
qualche parola
ma la mia vena è svuotata
di sangue che gocciola
su scheletri di carta;
tu
non hai saputo custodire
il mio fragile animo ghiacciato
scheggiato
giorno dopo giorno.
Avrei voluto fossi tu
l'ultima musa
l'ultima linfa vitale
delle mie opere.
Per questo
non ti dedicherò alcuna poesia,
se nemmeno le mie labbra
hanno conosciuto il tuo sapore,
se mi volevi abbastanza vicina
da avermi ma non sfiorarmi:
le mie strofe
non ti sanno contenere.
Non è stata niente
la nostra storia
e come tale deve sparire
incenerirsi
e non trovare dimora
nell'eternità dei miei scritti.
Troverà invece
rifugio
nel bruciore sul mio petto
nelle lacrime represse
nel letto freddo e solitario
che potevi abitare con me:
ti plasmano solo
i miei occhi e i miei pensieri
rimani astratto,
amorfo,
mio soltanto.