Il fico del bar

scritto da enzo giglio
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Il fico del bar
- Nota dell'autore enzo giglio

Testo: Il fico del bar
di enzo giglio


Ha due occhi celesti e i capelli tirati all’indietro
Porta giacca e cravatta e sul petto lo stemma dei Pink Floid
Si avvicina al bancone e guarda il barista con soddisfazione
Chiede un whisky italiano, dice di non soffrire di esterofilia

Gli fa male una gamba dice a causa un rigore tirato sbagliato
Ma chi lo conosce sa bene che invece gli hanno sparato
Parla sempre di donne ma non ne conosce nemmeno una
Lo hanno visto sul molo toccarsi le palle e parlare alla luna

Pensa sempre al successo e ai miliardi del dott. Berlusconi
Ma da come si veste e cammina somiglia di più a paperon de paperoni
Ha una fiat invecchiata con i cerchioni in lega
Porta un orologio modello Marocco con su scritto Omega
Dice di essere stato in tutta la vita un genio incompreso
E mentre lui parla se tu te la ridi lui si sente offeso

Fa gli onori di casa quando entra qualcuno di nuovo
Lo accoglie cordiale e poi tira fuori un accento strano
Parla sempre dei viaggi a Venezia e a Milano
Delle gente degli usi e costumi e le avventure sul treno
Ha un cappotto colore cammello e una sciarpa nera
Ed ogni storia da lui raccontata a noi sembra vera

Ma la sera dalla finestra l’ho visto pregare
Quel Dio che se lui potesse lo vorrebbe incontrare
Per dirgliene quattro di cose che non può capire
Che nella sua vita non ha fatto altro se non recitare
Per nascondersi dietro ad un uomo che non gli appartiene
Nascondendo con mano il suo cuore per non farsi vedere
Per non fare capire a nessuno che un duro può anche soffrire




Il fico del bar testo di enzo giglio
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