LA MIA CORSA
Nello spazio di un pensiero, raccolgo un passo
e lo spingo, lentamente
sull'erba bagnata,
fino a che il tempo, senza fretta, si posa sull'immagine di un sasso,
un punto fisso sull'alternanza dei sussulti.
Pago il prezzo di questa quiete
così come l'albero, che nell'attesa di un raggio di sole,
lo spoglia l'inverno duro
e lo miete,
carne della natura che mi trascina lontano
anche oggi, anche quando non ho più fiato.
La vista, poi,
carezza il volo di una foglia
mentre l'odore della fatica s'aggrappa al corpo
e, tutt'attorno, esplode il silenzio.
Dio, se avessi il coraggio degli occhi,
se le mie gambe rapissero uno sguardo,
uno di quelli che si perde nell'abbraccio di questo bosco,
uno di quuelli che vola oltre i pensieri,
oltre il guado della memoria.
Allora sì, che la felicità sarebbe un attimo,
raggiungerla, un salto del cuore
e la mia corsa,
tremenda e sazia,
come l'amore.
LA MIA CORSA testo di Andrea Accorsi