Nel buio. Nella luce. Fa lo stesso. È vuota e senza tempo. È acre, mediocre, non parla ma balbetta. Non trova ma cerca senza sosta , frenetico è il divenire che avanza quatto quatto nelle tenebre nelle quali affoga e nuota, che si salvi. Naviga la trota nel tremore delle acque e beve e piange acqua dalle branchie, che più non ne puó di ingoiare quell'ispido sal perchè dolci sapori suole assaggiar. Soffoca e muove e istiga la sua pinna, con foga e roga il mar che più non può sopportar il divagar di quell' anima sfinita, affievolita ,che cuore non puó nulla fare, nemmen darsi all'amore lo puó cambiare. È così nella buia buca si rifugia, ove acqua no la istiga ed ove nulla cruccia. Pacato. Pacifico. Nulla più puó tormentar quell'anima che all'inbrunir si leverà e luce avrà.
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