“A che sarei utile, a che potrei servire? C’è qualcosa dentro di me, ma cos’è?”. (Van Gogh)
Molte volte ci facciamo sempre le stesse domande su chi siamo, cosa siamo, qual è il nostro proposito nella vita, molti trovano queste risposte, sia con lo studio, sia con la fede, o con qualsiasi altra forma. Altri, non la trovano mai, nemmeno dopo la morte, alcuni in cerca di un proposito trovano la nostra più vecchia amica, la Morte. Non sapere chi sei, non sapere cosa stai a fare, cosa devi fare, dico per esperienza propria, è come se ci fosse qualcuno a pugnalarti il cuore, ma, dopo anni di riflessioni, di domande, ho scoperto qual è il proposito della vita, il motivo per il quale ci facciamo così tanta fatica a capire è che stiamo sempre cercando delle risposte difficili quando in realtà ci basta una solo parola: “Vivere” il proposito della vita ed essere vissute, noi non abbiamo un proposito prescelto, scegliamo noi qual è il nostro proposito, scegliamo noi come vivere, non siamo controllati dal “destino”, in realtà nel “destino” non ci credo nemmeno, credo solamente sulla nostra scelta, non esiste niente che ci può privare del nostro proposito. Non dobbiamo fare domande, dobbiamo ascoltare il nostro cuore, ascoltare la nostra mente, loro sanno più di chiunque il nostro proposito.
La cosa che c’era dentro Van Gogh non era nient’altro che la sua mente e il suo cuore che invece di ascoltarle non faceva altro che domandare sulla risposta che c’era dentro di lui tutto il tempo. “A dream is a wish that your heart makes”, Un sogno è un desiderio che fai il tuo cuore, basta ascoltarlo per capire.
Per capire la gravità di queste semplici domande, basta cercare sul cos’è successo all’autore della frase che sto commentando.
Prendiamo come esempio Simba, dopo la morte del padre, Mufasa, non sapeva cosa fare, fino a quando a trovato Timon e Pumba, e li ha una cosa molto importante,” Hakuna Matata”, ossia, senza preoccupazioni. Simba trova il suo proposito, ma in realtà lui scegli un proposito per sé stesso, un altro punto importante, possiamo cambiare il nostro proposito, la vita ci proponi delle esperienze che ci fanno sempre riflettere questo punto. Tornando a Simba, lui s’incontra con la sua amica d’infanzia e comincia nuovamente a dubitare, ed è in questo momento che s’incontra con Raffiki, che lo fa la domanda, “chi sei tu”. Nella scena dopo Simba vedendo il suo riflesso nell’acqua riesci a vedere suo padre e capisci allora qual era il suo proposito, il suo desiderio, era essere come suo padre, un re che aiuta il suo popolo. Molte volte seguire il nostro cuore non è per niente facile, nel caso di Simba doveva non solo scontrarsi con suo zio Scar ma anche battersi di fronte col suo passato. Una volta Bob Marley ha detto: “Non è difficile combattere per quello che vuoi, ma rinunciare a ciò che ami di più. Mi sono arreso. Ma non pensare che fu perché non avevo il coraggio di combattere, ma perché non ero più in grado di soffrire”. No pain no gain, semplice così, molte volte il dolore è troppo, ma quando sentire dolore, sentire la volontà di mollare, devi pensare a tutti quelli che passarono per dolore molte volte peggio: Cosa avrebbe successo se Martin Luther King mollassi, e Gesù che fu torturato, umiliato e anche morto per difendere suo proposito, cosa avrebbe successo se mollassi e se il medico americano Desmond Toss avessi mollato, se invece di restare circondato dai giapponesi per salvare i suoi colleghi nella seconda guerra mondiale, sarebbe più facile ovviamente, cosa hanno fatto invece? Hanno corso in direzione a loro proposito senza neanche pensare due volte, hanno ascoltato il loro cuore e ascoltato la loro mente, senza domande gli obbedirono e hanno trovato luce, felicità, rispetto. “Non vivere per la tua presenza essere notata, ma per la tua mancanza essere sentita”, ancora Bob Marley. Questa frase in speciale mi ha fatto riflettere tantissimo, è una frase molto profonda e che secondo me ognuno la doveva aggiungere nella sua mente.
Dopo tutto, diverso di Van Gogh, io lo so chi sono, conosco il mio proposito e sono a disposizione perseguitarlo fino alla fine, “Whatever it takes”.
E tu che sei arrivato fino all’ultima frase, sai veramente chi sei?
Proposito testo di felipecapelli2002