L'uomo che lampeggia

scritto da Andrea Castellini
Scritto 15 ore fa • Pubblicato 3 ore fa • Revisionato 3 ore fa
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Le interviste di Livio Saffi
- Nota dell'autore Andrea Castellini

Testo: L'uomo che lampeggia
di Andrea Castellini

«Buongiorno amici di Plissé, oggi abbiamo un ospite che c’è e non c’è: però c’è.
Si chiama Alfonso Cariddu. Benvenuto signor Alfonso.»

«Buongiorno, buongiorno a tutti.»

«Signor Alfonso, lei appare e scompare in continuazione e la chiamano “L’uomo che lampeggia”, quando ha cominciato ad avere l’impressione che qualcosa di anomalo le stesse accadendo?»

«Potrei dirle che sono nato così ma la storia iniziò ben prima. Durante la prima ecografia la dottoressa cominciò a dirne di tutti i colori su quei nuovi ecografi cinesi che l’ospedale le aveva messo a disposizione.» 

«Quindi la dottoressa diede la colpa a una presunta fallacia tecnologica, mi corregga.» 

«Sì, credeva che l’ecografo avesse un difetto ma riuscì lo stesso ad eseguire l’esame senza riscontrare anomalie del feto e tranquillizzò mia madre.»

«Poi nacque.»

«Ed eccomi qua, venni al mondo continuando a lampeggiare come avevo sempre fatto in grembo.» 

«Le avranno fatto un mucchio di esami.»

«Me ne hanno fatti tanti e li hanno ripetuti tre o quattro volte perché spesso le lastre, la tomografia e la risonanza andavano in tilt.»

«Erano macchine che non prevedevano la sua anomalia.»

«Tra l’altro nessuno ha mai risolto il problema signor Saffi.»

«E oggi sarà diventato l’incubo del reparto diagnostica per immagini.» 

«Per quegli esami il medico di base mi fa sempre tre impegnative: il problema è che gli appuntamenti sono distanti qualche settimana.» 

«Però se deve ricevere radiazioni pericolose è meglio così.»

«Lo capisco ma è una bella rottura.»

«E per le analisi di sangue e urine?»

«Per il sangue mi svenano proprio e per le urine mi devo presentare con un bottiglione da due litri che a prima vista sembra Trebbiano: non è che ci faccio una gran figura…» 

«Come fa a farsi la foto per la carta d’identità? Fotografo o macchinette?»

«Purtroppo il fotografo a cui mi rivolgevo è scomparso… Sì ma, la prego… Non rida per piacere… Signor Saffi!… Vabbè, da allora vado alle macchinette e rifaccio la foto fino a quando non vengo impresso, il mio record è di cinque tentativi di fila andati a vuoto… Ride ancora…» 

«Mi scusi, dunque, e quindi oltre all’impazzimento c’è anche il problema del costo che lievita.» 

«Infatti, e poi devo aggiungere più di venti euro per la carta vera e propria: però mi chiedo… Ma perché se questo documento lo pretende lo Stato devo anche pagare?»

«Bella domanda. E all'epoca delle normali vecchie foto da sviluppare come faceva?» 

«Stesso discorso, scattavo e riscattavo tante volte per tenermi dalla parte del sicuro e consumavo un rullino da trentasei ogni tre o quattro foto, alla fine ero il miglior cliente del fotografo.»

«Quindi rimangono solo i vestiti.»

«Sì, di solito saltano via le mani e la faccia.»

«E se va in spiaggia?»

«Ho conservato delle foto in cui rimango in boxer, catenina e occhiali.»

«Da bambino la prendevano in giro?»

«Non tanto come si potrebbe pensare perché mi ero fatto furbo e dicevo che ero un supereroe.» 

«Se lo ricorda il nomignolo?»

«Flash Boy.»

«Forte…»

«Mi ero fatto fare anche un costume con le lucette dell’albero di Natale che lampeggiavano a tempo.» 

«E da grandicello, con le ragazze?»

«Avevano paura, non so perché, io ero sempre tranquillo, educato, con qualcuna andava un po’ meglio ma poi mi lasciavano tutte con la scusa che con quel lampeggiare di continuo le davo sui nervi.» 

«Però è comprensibile.»

«E io lo capisco, per carità, però se si vuole bene a una persona bisogna anche accettare qualche compromesso: io lampeggerò anche, ma loro sparivano proprio.» 

«Però alla fine è riuscito a trovare l’amore della sua vita…»

«Sì, Claudia, cieca dalla nascita.»

«Scommetto che per lei è l’ultimo dei problemi.»

«Lei chi? Claudia?»

«No, ha ragione… Mi scusi, tutti e due.»

«Abbiamo un problema con il cane guida, ne abbiamo cambiati tanti ma nessuno di loro riesce a farsene una ragione che io lampeggi sempre.»

«E come fate?»

«A turno, io entro in casa e Claudia chiude il cane in una stanza, poi quando esco lei lo libera e magari esce con lui.»

«Stressante.»

«Diciamo che per stare con una donna sono disposto a tutto ma non lo scriva.» 

«Non ho neanche sentito, si figuri. Il lavoro è un tasto dolente?»

«No, ultimamente mi presto a fare il caso umano in giro per il mondo. Mi diverto anche.» 

«E per rilassarsi?»

«Vado in una discoteca e mi mimetizzo sotto le luci a strobo.»

«La patente gliel’hanno data?»

«Sì ma a scuola guida l’insegnante mi torturava con le domande sulle quattro frecce, tutti ridevano ma io non lo trovavo molto divertente.» 

«E quando la fermano per un controllo?»

«Rimangono sbigottiti e la prima cosa che vogliono farmi è il test antidroga: io provo a suggerire che, vista la situazione, sarebbe più logico che lo facessero loro ma di solito si arrabbiano. Con certa gente non si può dir niente.» 

«Ha degli hobby signor Cariddu?»

«Mi piace scrivere, più che altro è roba di fantascienza: ho messo insieme una trilogia su un grosso problema di alcuni alieni ma nessuno sembra intenzionato a pubblicarla.» 

«Mi faccia una sinossi stringata, sono curioso.»

«Allora, ci sono questi alieni che vivono cento anni, sono immuni a traumi e malattie ma vivono cento anni e basta. Gli alieni sono maschi e femmine e va da sé che si riproducono.» 

«E fino a qui si capisce.»

«Ecco, gli alieni maschi però sono diversi dalle femmine perché ogni volta che un maschio rende feconda la femmina guadagna dieci anni di vita, sempre e in ogni caso. La femmina invece ogni volta che rimane incinta perde dieci anni di vita, sempre e in ogni caso. Il maschio è quindi incoraggiato a impegnarsi in questa cosa mentre la femmina no.» 

«E anche fin qui…»

«Ma c’è un ma, signor Saffi: se lei è d’accordo nasce una femmina, se invece è costretta nasce un maschio. Alla lunga i maschi rimangono senza femmine e decidono di invadere la Terra.» 

«Quindi per questa civiltà è obbligatorio che sopravviva una pur minima sopraffazione sessuale, mi corregga se ho capito male.»

«Ma no, è sufficiente che lei lo faccia controvoglia e nasce un maschio.»

«L’idea – non si offenda – ma è talmente… Che m’intriga, e poi cosa succede?» 

«Dovrebbe comprare la trilogia.»

«Ma non gliela stampa nessuno…»

«Esatto, non dico di essere tanto bravo però se l’ho incuriosita sarebbe bello se almeno anche un solo editore lo fosse, invece niente.»

«Un gran peccato. Lei è stato visitato e analizzato a fondo senza che si riscontrasse alcuna anomalia, ha provato con l’ipnosi, la regressione, quella roba lì?» 

«Sì ma poi dicevano che mi mettevo a parlare in sango con troppe parolacce e così hanno dovuto sempre interrompere a metà.» 

«Era così grave?»

«Non lo so, chissà cos’avrò detto.»

«Mi scusi se il discorso diventa un po’ tristo: gli scienziati le hanno già dato un’idea su come invecchierà o morirà?» 

«No, però secondo loro continuerò a lampeggiare anche morto, tra qualche migliaia di anni le mie ossa saranno ancora lì a lampeggiare.» 

«Non lo trova inquietante? È come se lei avesse quest’energia che continua all’infinito.» 

«La cosa che più mi angoscia signor Saffi è che stanno già predisponendo il museo delle mie spoglie, non vorrei che qualcuno avesse in mente di farmi uno scherzetto.» 

«Ma non vada in paranoia signor Cariddu, credo che la scienza avrà più interesse ad averla viva.»

«La scienza sì ma i governi…»

«Dice che vedono in lei una minaccia?»

«Non sono sicuro, ma dal momento che mentono sempre ai loro elettori perché dovrebbero comportarsi meglio con me? Non sto serenissimo, ecco.» 

«Crederanno che uno come lei possa avere in serbo una sorpresa…»

«E ai governi non piacciono mai.»

«Lei preferirebbe andare su un pianeta dove tutti lampeggiano o non lampeggiare per niente e restare qui?» 

«Qui sto bene ma vorrei capire una volta per tutte perché lampeggio, 
non è normale…»

«Le chiedo una cortesia… Potrebbe tagliarsi un pochino le unghie per lasciarmi un ricordo di questo incontro?» 

«Certo, vuole anche quelle dei piedi?»

«Non si disturbi… Magari una ciocca di capelli.»

«Tenga.»

«Grazie signor Cariddu e arrivederci.»

«Grazie a lei, buona giornata.»

«Scusi Cariddu, ma agli alieni che ci proveranno con le nostre donne si allunga la vita?»

«No, gli si allunga qualcos’altro e dopo sarà una rogna mandarli via.» 

«Grazie, buona fortuna anche con la trilogia.»

«Speriamo.»

L'uomo che lampeggia testo di Andrea Castellini
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