DIARIO DI UN TORBIDO VIAGGIO DI CATRAME, ALTRESÌ DETTO SVIAGGIO A PERDERE
_Signore e signori, ecco lo spettacolo più sconvolgente del pianeta.
Una giovane donna innocente, come è stato ritualmente comprovato in base a tutte le testimonianze raccolte tra i suoi compaesani, amici, parenti, è stata scelta per essere trucidata nei modi più disumani e atroci e voi presenti, gentile e impaziente pubblico, potete passare una serata divertente e inoltre potete anche voi partecipare direttamente. Ricordate, un massacro spettacolare è più ricostituente ed energizzante di una castrazione o di una fustigazione con le fruste imbevute di olio bollente. Il massacro istituzionalizzato accresce l’autostima, giacché voi siete spettatori, benché tutto ciò non sia garanzia di un fortunato futuro, ma tutti noi ormai viviamo qui, adesso, ora, ci è indifferente il futuro, che non esiste ancora, ci è indifferente il passato, che non esiste più.
(Nota dello scrivente : io, esterrefatto cittadino di un mondo scomparso, fino a ieri amato e odiato, riverito e umiliato, visibile e invisibile, in perenne crisi esistenziale, vivente in una moderna città situata in una fiorente, rigogliosa terra prospiciente il Mediterraneo, ho avuto una notte agitata, ma quanto agitata non l’avrei mai immaginato, se non avessi avuto poco sonno e quindi non avessi deciso disgraziatamente di uscire alle due del mattino da casa e dal condominio per fare un giro propiziatorio. Mai rispondere si alla chiamata delle tenebre, che sono verticali e lisce. Uno, due passi, non ti accorgi di niente, ma ci sei già. Ti volti e tutto quello che ti sembrava solido è scomparso, via, via, via. L’ora è quella, il cielo è quello, ma tutto, TUTTO il resto intorno è ignoto, è buio, è catrame, e ombre di catrame istantanee guizzano nell’oscurità, totale, perché non esistono lampioni, si immobilizzano, muovono velocissime la testa priva di faccia e poi silenzio e improvvisi squarci di brevi urla , gemiti, silenzio, poi sghignazzi, silenzio nero, nero, poi lenti lamenti, stridori, strappi, ruggiti. In breve, il mio sviaggio in un possibile futuro? Non so. Se la forza non mi lascerà sarà questo diario improvvisato a raccontare quello che già adesso il mio cervello tramuta in nebbia informe e dimenticabile. Di questi avvenimenti il diario sarà unica testimonianza e cronaca, io mi avvolgo nel mio guscio di pietra, garanzia di nessuna intromissione, ma anche di nessuna fuga).
(Continua a parlare lo speaker di quella manifestazione)
Ma ora la giovane donna, sconvolta, in lacrime, sta per subire un supplizio terribile.
Le verranno segate lentamente e asportate le estremità, mani e piedi, poi si passerà ai gomiti e alle ginocchia per finire con le spalle e le anche. Rimarrà, viva o no, di lei il tronco senza braccia e gambe. Chi lo desidera può a prezzo speciale completare la resezione di una parte e portarsela via.
Ecco si inizia. Silenzio, prego, si deve sentire solo la vittima.
Ricordo, I tagli avvengono in sequenza, perciò basta un solo operatore.
Il suo arnese è questo seghetto affilato, infallibile, resistente. Vi ricordò che deve segare anche ossa, non può essere uno strumento dozzinale. Noi siamo dotati di tutti gli accessori più moderni e efficienti, a un prezzo concorrenziale.
Ricordo che in qualsiasi momento chiunque può fare la sua parte.
Basta avvicinarsi al banchetto, registrarsi, scegliere il moncone, prenotarsi, se c’è ressa. Sono previsti anche abbonamenti, differenziati nel prezzo e nel risultato, con scadenza periodica. Qui si trucida ogni settimana, almeno due volte.
Ma ora il signore che ha prenotato la prima resezione è pronto.
Vedete che pensiamo a tutto. Al boia sarà messa a disposizione gratuitamente una veste nera plastificata che lo ripari dal sangue della malcapitata.
Vai, boia, inizia, sei tutti noi._
La donna è sdraiata su una sorta di tavola di legno e braccia e gambe sono bloccate all’interno di una intelaiatura formata essenzialmente di semicerchi di metallo di varie dimensioni che possono essere sollevati e riabbassati sulle parti del corpo da immobilizzare dopo di che vengono stretti con bulloni o viti. La particolarità sta nel fatto che ogni semicerchio è diviso in due porzioni gemelle in modo tale da lasciare una fessura adatta all’introduzione e al movimento ondulatorio del seghetto.
Il boia si accosta a sinistra della donna.
Fa parte dello spettacolo naturalmente anche il terrore della vittima, il suo tormento, le infinite urla demoniache che non faranno diminuire di un grammo il dolore della donna che, con sua piena consapevolezza, viene designata soltanto perché è innocente, mentre le colpevoli scorrazzano libere e possono anche loro partecipare al martirio dell’infelice.
Ma tant’è, questi sono i tempi, questo è al momento il mercato più redditizio e richiesto nel settore dell’intrattenimento pubblico.
Il boia inserisce la lama seghettata nella fessura del gancio che blocca il polso sinistro, sente che si poggia sulla pelle e inizia a muovere con decisione e energia la lama.
Urla, urla, urla, urla, urla, urla, ….urla, urla, urla, urla, urla, urla
e sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue
Non ha niente di umano una donna, un uomo in quelle condizioni, non ha niente di umano, secondo la vecchia e obsoleta accezione del termine, neanche la folla inebetita che applaude e grida, eccitata. Nella confusione, l’eccitazione trova sfogo tra la gente in violente risse anche a mani nude o, senza pudore, in accoppiamenti etero e omo sessuali tra sconosciuti, in pubblico.
Urla, urla, urla, urla, urla, urla, ….urla, urla, urla, urla, urla, urla
e sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue
la mano viene staccata e il cittadino che ha usufruito di questa occasione esibisce il moncone insanguinato. Folla plaudente e rullante. Sembra che la terra stia tremando e sobbalzando come se un Dio esausto avesse deciso di ergersi per schiantare col suo divino, inevitabile pugno quel che rimaneva della moltitudine di individui che un tempo avevano la sfrontatezza di chiamarsi genere umano.
Urla, urla, urla, urla, urla, urla, ….urla, urla, urla, urla, urla, urla
e sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue
Non essendoci altri comuni cittadini prenotati, lo spettacolo viene mandato avanti dal boia ufficiale della compagnia V. I. L. E.Vero intrattenimento Ludico Estremo
Urla, urla, urla, urla, urla, urla, ….urla, urla, urla, urla, urla, urla
e sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue
Il boia ufficiale poi stacca l’avambraccio sinistro. Siamo appena all’inizio
Urla, urla, urla, urla, urla, urla, ….urla, urla, urla, urla, urla, urla
e sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue, sangue
Poi via il resto del braccio. Anche lui grida. La vittima urla e si dissangua.
Il suo nome è Elisa della Roccaforte di Val Oracolo, una nobile e rispettata famiglia della regione, che naturalmente non ha potuto opporsi alle consuetudini del territorio, ma non si è presentata almeno per gli onori funebri e per reclamare il tronco residuo di quello scempio.
E via, sempre a sinistra, il piede. Quanto resisterà Elisa. Poco. Quando l’esecutore arriva al ginocchio La giovane cede. Muta, zitta. Tutti vedono e aspettano.
Il gioco continua però per tradizione sino alla fine. Vengono separati gli arti e rimane il tronco.
Nessuno ne reclama il possesso.
Sul palco c’è un grosso Catino in cui arde una fornace e lì finisce il tronco disarticolato della sciagurata. Lo spettacolo termina.
(FINE)
Sviaggio a perdere testo di serbasciu