Signora

scritto da Nostalgico
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Testo: Signora
di Nostalgico

Come i “pastori” del D’Annunzio 
anch’io m’accingo 
al cammin di vita mia, 
e il proseguir per pascoli silvestri 
mi porta ad affrontar 
la maestosa e potente Signora. 

Odo l’arguto suo sibilo, 
in vetta l’angelo m’attende. 
L’odor suo, di prati verdeggianti 
e di suolo terroso, mi chiama: 
vuol rendere la salita mia 
leggiadra e silenziosa. 

Si fa astuta la Signora, 
mi invoglia a proseguir il sudato cammino 
duro, è l’arrivar a quella vetta, 
che ancor lontana si tiene alta: 
come pinnacolo d’una cattedrale. 

L’alato mi osserva, 
il viso suo, scolpito nel tempo, 
conserva senza pena 
l’espressione immutabile, 
“sine tempore”. 

Improbo tragitto 
che all’eternità aneli sapiente 
mi stai dunque conducendo 
per vie giuste con rettitudine? 
Poc’anzi, furon presenti più sentieri: 
chissà… [ se afferrammo il giusto] 

M’accorgo, o Signora, che 
doverti scendere è dottrina venefica. 
Affascinante è l’ascesa per terreni acclivi 
ma dotti entrambi, mia Signora, 
e conoscenti dello scibile, sappiam 
l’onesta verità: sentieri acclivi son più facili di sciolte scese. 

Dopo tant anni 
raggiunsi la tua vetta, o mia Signora. 
S’accinse verso me l’alato, 
(mi prese per mano), 
e anch’io venni scolpito 
con espressione “sine tempore”: 

da colui che fu: l’Alato dell’Eterno Sonno. 

Signora testo di Nostalgico
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