Mi piace guardarla da qui, osservarla di nascosto. Oggi ha i capelli spettinati, il ciuffo si fa trasportare dal vento e lei sorride comunque. L'ho vista triste solo poche volte, porta sempre nelle tasche un sorriso di scorta che indossa quando quello originale viene frantumato dalle persone. Forse è abituata, abituata a curarsi le ferite da sola, già pronta a rialzarsi senza bisogno che le sue mani afferrino quelle di qualcun'altro, magari proprio le mie. Sarà davvero così forte o è semplicemente brava a fingere? Ormai la gente è specializzata in questo, sa fingere tanto quanto è in grado a vivere.
Indossa i soliti jeans stretti con un maglioncino color panna e anche oggi uno dei tanti paia delle sue vans, fra le dita tiene la sigaretta, e con l'altra mano si sposta il ciuffo di capelli che continua a scivolare sopra gli occhi. Sento la sua risata fino a qui, percepisco la sua felicità anche a dieci metri di distanza : quasi riesco a intrevedere quelle fossette ai lati della bocca e quel neo che ha sopra il labbro destro. Ha gli occhi grandi e verdi, occhi speciali, occhi che san ridere, occhi che se ne infischiano del mondo, che vivono fino all'ultimo secondo. Sento qualcuno strattonarmi il braccio, è David, il mio migliore amico che mi riporta con la testa sulla terra. David è il mio migliore amico ormai da dieci anni, ci siamo conosciuti fra i banchi del Galileo, la nostra scuola elementare.. e ora, ora viviamo i nostri sedici anni fra i banchi della Leonardo Da vanci, indirizzo scientifico. Siamo come due fratelli, passiamo praticamente quasi tutto il tempo assieme. Non potrei immaginare la mia vita senza di lui, senza le gare in motorino, senza le nostre bigiate al mare, e non potrei neanche immaginarla senza il mio i-pod e senza la migliore amica Anna. Anna la conosco dalle medie, mi è piaciuta fin dall'inizio perchè è proprio uguale a me, solo al femminile. Lei è stata in grado di capirmi subito, ed è stata una delle prime persone a comprendere anche i miei silenzi. I suoi occhi mi fanno impazzire, quante, quante volte sono riusciti a salvarmi. E' fragile, più di quanto sembra, è da tenere stretta fra le proprio braccia, al primo colpo di vento potrebbe farsi trasportare via. I suoi occhi sono quasi sempre lucidi, sommersi dalle lacrime, ma queste sono salate perchè dentro c'hanno il mare. Un mare diverso, che non porta la gente che li guarda a soffocare se non si tocca, ma che porta a vivere.
Nella lista 'non potrei immaginare la mia vita senza..' manca una persona: Alice. Alice è il tutto e il niente, è un sorriso o una lacrima, un ti amo mischiato a un vaffanculo. Alice è un post-it mai perso, portato sempre appresso, è una tazza di cioccolata con panna quando fa freddo e un bicchiere d'acqua con ghiaccio quando c'è caldo. Alice è l'arcobaleno dopo la pioggia, la rivincinta dopo la sconfitta, un sorriso fatto alla vittima.
Sento la campanella suonare ininterrottamente, sono le otto meno cinque e noto le persone affrettarsi ad entrare. Quel maledetto suono riesce a superare quello della risata di Alice.
C'è chi tira un ultimo tiro alla sigaretta, chi finisce di copiare i compiti, chi corre per non arrivare in ritardo. Ma c'è anche chi se ne infischia, che rimane ancora un po' fuori anche se presto arriverà Alfonso, il bidello, che inizierà a brontolare. Io sono fra quella categoria, ogni mattina la stessa storia, lì fuori con David ad ascoltare le sue conquiste del fine settimana. Fra quelle persone che non mettono ancora piede nell'atrio della scuola perchè cercano di trattenere ancora un po' fra le loro dita la libertà c'è Alice con la sua compagnia. Butta per terra la sua Marlboro rossa e fa un sorriso all'aria, un sorriso senza destinatario che io mi illudo sia per me. David mi mette una mano sulla spalla e mi fa capire che è ora di entrare.
'Callani, Brambilla, possibile che siete sempre in ritardo?'
Sono le otto e cinque, il prof di Latino prende il registro per decidere chi interrogare. Scende e poi risale con lo sguardo, sembra indeciso pure lei prof, questa mattina.
il silenzio delle mie parole. testo di Deb