Cap. 1 -Vicino
Mario era un ragazzo tutto d'un pezzo, alto, grasso con molti capelli. Faceva il muratore e di questi tempi c'era poco lavoro. Gioia era sua moglie. Una moglie magra e minuta, bionda mentre lui era rosso di capelli. Di capelli lei ne aveva pochi.
Lei non era felice come il suo nome avrebbe fatto pensare.
Lui non era l'uomo qualunque che il suo nome avrebbe fatto pensare...
Quel giorno Mario tornava da uno dei suoi lavoretti: una settimana qui, una settimana in quell'alro cantiere, due giorni a dare una mano a un amico... lavori senza troppa prospettiva. Era stanco. Voleva trovare a casa una bella cenetta pronta, pantofole e il telecomando della tv per vedersi la partita...
Gioia invece piangeva accasciata sul divano. Singhiozzava lentamente, sommessamente, come se fosse una pecora china a brucare l'erba, mentre lei invece si crogiolava nelle lacrime.
Sussultava e si rialzava, per poi tornare giù, con i capelli di media lunghezza che si erano bagnati di lacrime sopra le mani.
Mario corse vicino a sua moglie, le mani cercavano di accarezzarla. Grande grosso come un guscio di noce, abbracciava sua moglie fragile come un gheriglio. Non parlò molto, ma subito disse: “ Che ti succede ? Non piangere cara... Dimmi, ce c'è ?”
“Mi dispiace” -
“Perché ? Che è successo?” - disse Mario.
“ Ancora niente” -
“Niente cosa? - Cercò di prendere le sue mani tra le sue, ma lei si tirava indietro, ma non piangeva più. Il viso era solcato di lacrime.
“Niente, niente...”
“Come Niente ! Adesso mi spieghi cosa è successo. Ultimamente ti vedo più strana... ed ora stai anche piangendo!”
“No, no ...”
“Ascolta, sono stanco. Adesso dimmi cosa non va, poi ti metti un po' qui sul divano e io ti faccio un bel massaggio ai piedini, poi ti preparo qualche cosa da mangiare, ti preparo una tazza della tisana che ti piace, oppure ti metti a letto e ti riposi. Ma prima fammi sapere cosa c'è che non va.”
“Sei il solito... Sei speciale. Non sei come tutti gli altri. Mi vuoi bene, mi consoli, pensi a me, mi fai stare bene.” - già si era calmata e la bocca aveva un piatto sorriso, le labbra chiuse, e un abbraccio al suo Mario.
“Beh, non esagerare. Sinceramente non penso di fare nessuna delle cose che ho detto. Era così per farti stare meglio. Hai fatto qualcosa da mangiare?”
“Veramente no.
Stavo qui da un po', poi sei arrivato tu. Oggi è andata bene?”
“Sì, ma per poco non cadevo per terra, ero sull'asfalto con questo caldo... da svenire! Per adesso mi faccio un doccia poi ne parliamo. Stai meglio, posso andare?”
“Sì, vai. Io preparo la tavola. C'è dell'insalata in frigo e qualche pomodoro mezzo verde...”
“Allora ti senti meglio.”
“Sì dai, sto meglio. Fatti la doccia. Poi ceniamo.”
“Cosa avevi?”
Gioia si fermò, interdetta se parlare o meno dei suoi pensieri. Ma era contenta che ci fosse il suo Mario, così poteva guardarlo andare verso il bagno, chiudere la porta, immaginarlo che si stava spogliando...”
(continua)
Cap 1 - Vicino testo di Ajala