Dialogo

scritto da oissela
Scritto 7 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 7 anni fa
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Testo: Dialogo
di oissela

Dialogo.
A perdita d'occhio il mandorleto che voleva strappare spazio al deserto.
Sullo sfondo l'antico minareto.
La carovaniera era ancora in essere e in quel tratto si snodava lungo lo uadi.
Di tanto in tanto, cammellieri e dromedari si arrestavano per pregare.
Ben mimetizzata, la postazione dei missionari di pace.
Armati fino ai denti, aspettavano l'evolversi della situazione.
Al di là della duna, la pastorella araba pascolava le sue capre.
Le bestiole strappavano i radi ciuffi d'erba e si spostavano inseguendo miraggi.

Teresa, di sentinella quella mattina, vigilava e pensava.
La mimetica indossata si confondeva con il gialliccio del deserto.
Niente di nuovo sotto il sole.
Nessuna avvisaglia di movimenti sospetti in giro.
Presto sarebbe arrivato il cambio e ancora un mese e poi il tuffo nella sua Caput Mundi.
Solo quelle capre, che non volevano stare ferme, si avvicinavano troppo.

Guardò la pastorella e come da regolamento le intimò l'alto là.
Poi, viste le labbra disidratate di Amina, le lanciò, in segno di solidarietà, una bottiglietta d'acqua.
La giovane araba, raccolse la bottiglietta e la svuotò sulla sabbia.
Determinata, la rilanciò verso la soldatessa come se fosse stata una bomba a mano.
S'inginocchiò e orientandosi verso La Mecca, prese a pregare.
Dialogo testo di oissela
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