I due corpi

scritto da Liberaendofilia
Scritto 8 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Testo: I due corpi
di Liberaendofilia

Era una stanza fredda di febbraio, in una casa altrettanto ordinata, sorda e gelida, con una finestra appannata dalla incessante pioggia e un balcone con qualche residuo di neve.
Mi dicevi che era sconfortante prendere la bicicletta per lavoro in quei giorni lì, che erano scomode e bagnate le panchine sulle quali ti fermavi a leggere ' la consonante k' in attesa di qualche ordine oltre ai miei sbiaditi e poco ragionevoli sms, che avresti voluto strartente abbracciato a qualche coperta ma che per qualche becero vizio te ne stavi lì, ricoperto di sciarpe e cappucci, infreddolito a osservare le foglie che appesantite dal gelo cadevano dagli alberi intorno a te.
Poco piu avanti da quelle sere ' lontane' ci incontrammo, non proprio come fosse una coincidenza, tutt'altro, con estrema decisione di gurdarci un film al caldo, che caldo non era, nella mia stanza, nel luogo dal quale uscivo per trovare calore. T'avvisai ma mi fidai di una stupida forma di senso che mi avvicinava a una sorta di ' resume' del gioco, con l'immagine che sarebbe stato pieno di monetine e pochi ostacoli.
Fu improvviso l'impatto con il fuoco, sudavo e avevo le guancie rosse, sentivamo caldo nonostante i nostri corpi erano nudi in uno spazio asettico e quasi impermeabile. Mi stringevi le mani con tutta la tua debolezza e ti sentivi forte. Appoggiavi la testa sui miei turgidi seni e ti consolavi. Strizzavi con i tuoi, i miei piedi ed eri ribelle. Guardavi, dall'alto, con stupore i miei occhi lucidi che di pianto non hai visto mai. Toccavi con l'indice e il medio avvizziti la smorfia di riso sulla mia bocca e con tutto l'altro palmo accarezzavi i miei capelli rigidi.
Io sentivo molto caldo, con un pensiero lo paragonai alla stessa amara sensazione di un vecchio incontro di gennaio.
L'inizio di una sporca attività di lucro, non cercata, si era preannunciato, divenne, senza un preciso punto di 'start,' un loop con un 'game on' premuto per sbaglio.
Ad ogni incontro mi ricordavo di te, e ti portavo con me, nel labirinto di uno storto corpo dove la mente non era differente, udivo le tue silenti urla di piacere e ne provavo gioia e appagamento, guardavo i tuoi occhi rilassati, credevo di esserci dentro e di non volermi mai perdere.
Amore mio dove sei ? Ti incontro e non mi ricordo piu di te .
I due corpi testo di Liberaendofilia
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