Il baule di giugno

scritto da lubeck92
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Una poesia sul tempo come cerchio: il passato non scompare ma rivive nei gesti dei discendenti. Il baule diventa soglia di memoria, giugno luce di rinascita, e l’abito nuziale ponte tra ciò che siamo stati e ciò che continuiamo a essere.
- Nota dell'autore lubeck92

Testo: Il baule di giugno
di lubeck92

Il baule di giugno

Ho aperto il vecchio baule di mio nonno

e ne ho indossato l'abito scuro.

La stoffa, odorosa di tempo e di lavanda,

ha avvolto le mie spalle,

e i risvolti consumati hanno sfiorato i polsi

come mani venute da lontano.

E il nonno, immobile sulla soglia,

rimase senza voce.

Davanti ai suoi occhi, nel nero elegante dello sposo,

il nipote si dissolveva,

e un ragazzo dimenticato dal tempo

tornava lentamente a respirare.

E il nonno — è davvero un vecchio? —

si raddrizza come un albero al vento,

come se la memoria gli comandasse

di essere ancora giovane.

Come se giugno gli scorresse nelle vene,

profumato di tigli e di promesse,

come se dietro il vetro appannato

una ragazza aspettasse ancora il suo ritorno.

«Prendi quell'abito…» sussurra.

«Ormai appartiene a te.»

E le lacrime gli brillano negli occhi

come pioggia nella luce.

E dalla porta spalancata irrompe giugno,

con il suo sole di nozze,

con il canto delle rondini,

con il vento che sa di campane e di rose.

Ed ecco il volto giovane del nonno,

la mano lieve come un passero,

e l'anello sottile al dito

che arde ancora,

come una piccola stella rimasta accesa

nel cielo degli anni.

Ho aperto il baule in fretta,

e la stanza si è riempita di luce.

Lo sposo dai capelli d'argento

vacilla sulla soglia,

e il tempo si spezza.

Torna la casa del padre,

il giardino dei vecchi meli,

il valzer che attraversa la sera,

il suono delle campane,

la voce della madre,

il miele dei primi baci

che ancora resiste al rumore dei secoli.

E allora comprende

che nulla muore davvero.

Perché in quel ragazzo,

negli occhi che guardano il futuro,

nel passo che continua il cammino,

vive la sua giovinezza,

vive il suo amore,

vive il suo nome.

Perché in quel nipote,

come una fiamma custodita dal vento,

abita la sua immortalità.

Johann Lubeck 

Il baule di giugno testo di lubeck92
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