Si ritrovarono ieri nei rispettivi giardini, divise solo da un cancello scrostato posato su un muro di calcestruzzo.
Un rapido saluto e tornarono ad ignorarsi.
Ma, anche ad uno spettatore svagato, sarebbe subito saltata agli occhi che quella che si stava svolgendo era una
storia vera e propria.
La Signora Passato stava leggendo una rivista in tedesco per mantenere in allenamento la materia grigia, la Signorina
Futuro studiava per un esame all'università e, mentre la prima sottolineava con il dito la sua lettura silenziosa, la seconda
ripeteva a voce alta il contenuto di fogli sparsi evidenziato con colori vivaci. La prima seduta sul bordo della panchina, quasi a non voler dare fastidio, la seconda dominante la scena dal centro del giardino in una posa elastica.
La prima aveva un corpo robusto, ma della robustezza che vira alla mollezza, e un viso della cui originaria bellezza rimaneva qualche traccia negli occhi scuri. I lineamenti, un tempo regolari e invidiati, ora si stavano adagiando e la pelle era spenta.
La seconda era florida, il corpo tonico e i capelli che sembravano un grido di protesta verso il mondo. Non era bella, ma il portamento era audace e il viso lasciava trasparire un che di sfrontato, che la sfrontatezza è la maleducazione della giovinezza.
Si guardavano di sottecchi, ogni tanto, la prima con benevolenza, la seconda con curiosità e stupore. Non c'era rivalità tra loro: la prima aveva smesso di invidiare le donne più giovani, la seconda non aveva secondo i suoi canoni nulla da temere.
La Signora Passato si faceva sempre più piccola mano a mano che la Signorina Futuro andava ripetendo la sua lezione: capiva che non era quello il suo posto, non riusciva più a concentrarsi e le parole della rivista sembravano geroglifici senza senso. Si ritirò in casa, sapeva che lì nessuno l'avrebbe notata. Si sentì di nuovo a proprio agio sulla sua amata poltrona e si rilassò, lasciando che il pensiero vagasse libero.
La Signorina Futuro andò avanti a studiare ancora per un pò, poi si accorse che la Signora Passato non c'era più, non ci trovò
più gusto, con un gesto impaziente balzò in sella al motorino e si allontanò fino a che si intravidero solo le ciocche ribelli dei suoi capelli.
Signora Passato Signorina Futuro testo di Leyla