Un'estate a Mompracem

scritto da Juriy
Scritto 6 mesi fa • Pubblicato 6 mesi fa • Revisionato 6 mesi fa
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Autore del testo Juriy

Testo: Un'estate a Mompracem
di Juriy

La vita è bella, sì... soprattutto quando stai per partire per le vacanze con la tua famiglia. O almeno, è quello che continuo a ripetermi mentre il caos prende possesso della casa. “Ma siamo davvero sicuri di voler fare questa follia?”, mi domando, mentre Sofia – la mia meravigliosa e sempre impeccabile moglie – mi urla dalle scale: “Amore, hai preso le chiavi del motoscafo?”

“Sì, sì, le ho!” rispondo un po’ trafelato, cercando di contenere il nostro piccolo uragano di energia, Leonardo, che si rifiuta di lasciare il suo videogioco. “Dai Leo, non fare il bambino!” sbotto, ma lui con tono drammatico mi fulmina: “Non sono un bambino!”

Nel frattempo, Elisabetta – dolce e intransigente principessa della casa – è impegnata in un litigio con sua madre per un vestito. “Mamma, è ORRIBILE. Come pensi che possa farmi vedere conciata così?” Sofia, con il suo sorriso da copertina, risponde: “Tesoro, sei bellissima comunque. E poi siamo in vacanza, non sulla passerella di Parigi.”

Io, Marco, consulente finanziario per una grande banca e capofamiglia autoproclamato, tento invano di mantenere la calma. Dentro di me penso: “Come farò a sopravvivere a questa vacanza?” Ma poi, attraverso la finestra, vedo il nostro motoscafo blu scintillare sotto il sole. “Sì, ne vale la pena. Sarà una vacanza indimenticabile.”

“Ragazzi, si parte! Il motoscafo ci aspetta!” annuncio, mentre Sofia mi lancia uno sguardo complice. “Finalmente!” esclama Elisabetta. Leonardo borbotta. E io sorrido. Si parte.

Il resort è lussuoso, esotico, da cartolina. Elisabetta sgranando gli occhi esclama: “Wow, è assurdo questo posto!” mentre Leonardo si lancia in una corsa verso la piscina. Sofia mi prende sottobraccio. “È proprio quello che ci serve.”

Appena ho il tempo di respirare, squilla il telefono. Il mio capo: “Marco, c’è un problema con il progetto Smith. Urgente.” Mi allontano. Rispondo. Fingo serenità.

Sofia nota la mia espressione e mi raggiunge. “Tutto bene?” Mi sforzo di sorridere. “Piccolo intoppo lavorativo. Nulla di grave.”

Lei annuisce, non troppo convinta, e torna dai ragazzi. Io risolvo l’inghippo e corro in spiaggia. Il sole splende, Elisabetta è già immersa nella lettura, Leonardo costruisce fortezze nella sabbia, Sofia si lascia andare al relax.

“Sì, finalmente pace”, mormoro stendendomi accanto a lei.

Squilla di nuovo. Il nome che appare mi fa sudare freddo: Riccardo. Concorrente. Arcinemico. “Marco, sai che il progetto è mio. Non provarci.” Lo rassicuro, mento, minimizzo.

Sofia intercetta la mia tensione. “Marco, va tutto bene?” Le sorrido. “Sì, solo Sandokan mi salverà.” Prendo il libro. I Pirati della Malesia. Mi immergo.

Una folata improvvisa mi strappa il libro dalle mani. Corro per riprenderlo, urto una signora molto... prosperosa, cado e batto la testa. Buio.

Mi risveglio sulla spiaggia, o almeno... così credevo. Riccardo appare con una sciabola, armato di seaboys. Panico. Rubo un materassino a una bambina e mi butto in acqua.

In lontananza, sento il rombo di un prao. Yanez de Gomera mi tende la mano. “Marco! Vieni con me a Mompracem!” Salgo a bordo, accolto da Girobatol e Samijong. Sandokan mi attende.

"Marco, non ti preoccupare, più tardi torniamo a recuperare la tua famiglia"
"Ehm...non c'è fretta Yanez".

Sorso di Alicante, sigaro cubano, brezza marina. “Questo è il paradiso.”

Nel frattempo, Sofia è in ospedale, con il cuore in gola.

“Dottore, come sta mio marito?”

“È stato solo un brutto colpo, signora. Ma si riprenderà.”

Sofia tira un sospiro di sollievo. “Posso vederlo?”

“Tra poco. Sta già migliorando.”

Lei si siede, gli occhi umidi, pronta a riabbracciare Marco. Ma lui... forse è ancora a Mompracem, a raccontare le sue gesta ai pirati, brindando con Sandokan e sognando la libertà.

Un'estate a Mompracem testo di Juriy
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