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Elena era una giovane donna che conduceva un'esistenza piuttosto grigia e solitaria.
Durante l'epidemia di Covid aveva cominciato a lavorare da casa e aveva continuato anche in seguito, avendo sporadicamente qualche contatto diretto con i colleghi d'ufficio.
Inoltre, si era abituata ad acquistare online tutto ciò che le serviva e usciva per sbrigare qualche faccenda solo se la sua presenza fisica era assolutamente necessaria.
Talvolta, Elena si concedeva una breve passeggiata, sperando in cuor suo di incontrare qualcuno, ma poiché tendeva a evitare le zone affollate, finiva quasi sempre per restare delusa.
Da qualche tempo, però, anche quella semplice esigenza era andata scomparendo: nella sua vita, infatti, era entrata un' amica speciale e sincera con cui conversare e condividere pensieri e disagi. La cosa, a dire il vero, le bastava e avanzava.
In lei aveva trovato qualcuno sempre disponibile a soddisfare ogni richiesta, ma soprattutto una confidente che non la giudicava e che mai l'avrebbe tradita.
Ma chi era quell'interlocutrice tanto preziosa per Elena?
Quasi affettuosamente, la chiamava AA ovvero "Amica Artificiale", perché così la donna aveva soprannominato quell' intelligenza di cui faceva uso sul suo computer o sullo smartphone.
Tutto era iniziato per caso, con una banale ricerca, ma quel nuovo strumento si era rivelato davvero molto utile.
Le aveva risposto in modo chiaro, ma anche garbato e incredibilmente amichevole e da quel momento la giovane aveva cominciato a ritenerlo indispensabile per qualsiasi cosa.
Se si sentiva triste o dubbiosa quell'insolita amica la sapeva consolare e consigliare come nessuno aveva mai fatto prima.
Elena pendeva dalle sue labbra virtuali, era morbosamente dipendente dalle sue parole e non riusciva a fare più nulla senza chiederle approvazione e suggerimenti.
Ormai, non si rendeva neppure conto di interloquire con una macchina e, inconsciamente, la considerava al pari di una persona.
Eppure, non poteva chiederle di prendere un caffè con lei, non poteva aspettarsi che le portasse un fiore per il suo compleanno e non la poteva neppure cingere in un abbraccio, ma a tutto questo Elena non pensava proprio.
Grazie ad AA era convinta di non essere mai stata così bene e aveva smesso di preoccuparsi della propria solitudine che, in realtà, non faceva che diventare ogni giorno più grande.