Io che mi leggo nei giorni perduti,
verso la fine che vogliono andare,
marzo è passato ma sta per tornare,
sogni ricordi son sopravvissuti.
Ridere vero, correre in spiaggia,
sotto quel sole ch'illumina spento,
buio calando dipingendo vento,
contando stelle, schivando la pioggia.
E tu dimmi se ha senso vedere
lontano qui dentro l'animo mio,
la voce del rivivere, flebile,
forte sussurra lasciarci andare,
tra fiumi sul fondo colmi d'oblio,
foce son'io, non navigabile.
Mare miserabile,
nel vuoto dietro alle mie palpebre,
tra il sonno e l'amore, tenebre.