Contenuti per adulti
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Rain on someone’s parade
Scendo giù fitta e pesante
Non c’è ombrello
Che possa riparare
Perché cado disordinata
Indisciplinata
Da tutte le direzioni
Spinta da un feroce vento
per convincervi ad arrendervi
E pioggia sia.
Non scusatemi se vi provo sopra.
Ma è una pioggia che
Non mi mancava per niente
Un po’ come settembre e
Tutto quel che rivedrò
a settembre
Quello che porti è diverso
Per ognuno a suo modo
Il sole ti cancella tutta
Di nuovo
Il 29 del nono mese
Detesto i cappelli e gli ombrelli
Ma se ci invertissimo
magari potrei
Infrangermi sopra miliardi di teste
Come fa il mare sopra gli scogli
Sapendo che né io né lui
feriremo i folli.
Serpeggiare in ogni fessura
Respirare dove non c’è aria
O dentro
un’ intercapedine polmonare
Assorbirmi tra terra e rame
Nelle tante.
Vedrò cose, cadendo
negli occhi e poi dai volti
degli altri
Diventando per un attimo
Un tutt’uno col vostro sguardo
Mi schianterò sui marciapiedi
Per schizzare di nuovo i piedi
Non dovrò più desiderare
di diventare
inanimata e materiale.
Poiché non c’è anima
Che stia in una goccia
E non importa
Quanto grande essa sia.
Tanto, di tempo, sarà
Solo una questione
Come sempre
Perché domani
Quando ritorna il sole
Tornerò svuotata di senso
tra le nuvole del mio dissenso
Assumendo
un’altra forma
Nel vuoto circostante
Invisibile
Anche alla vista
antistante.