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Ciclicamente due o tre autori producono testi che ricevono pletore di commenti, a cui seguiranno chilometriche risposte. Succede da che Adc esiste, appena si son potute formare quelle necessarie fazioni e tifoserie per alimentare il fenomeno, come in tutti gli spazi a forma di forum. Non è un meccanismo nuovo, è ovvio che il presenzialismo paga più di qualunque capacità critica. Quel che mi stupisce è come si possa anche solo credere alla bontà genuina di una scrittura del genere, senza alcun intento non dico di ricercatezza, ma almeno di pensiero originale, perché spesso si tratta di ricicloni, robe rimasticate e ributtate dei più classici schemi stereotipi.
Suppongo sia rassicurante, a un certo punto.
Da qui capisco quanto un certo tipo di autonarrazione compiaciuta, tronfia, sentimentale e direi neomelodica partenopea, vale più di qualunque sofismo culturale si porti avanti.
Dove non c'è qualità né volontà di scrivere con criterio (perché AdC è un SOCIAL!1!), tutto passa e va. Rimane solo quello che vale. Come altri autori incrociati e spariti, è spesso aria confezionata molto bene al profumo di zucchero stomachevole, IA e tantissimo istrionismo da tastiera, con alti e bassi di Maiuscoli e minuscoli per ottenere il maggiore possibile di spazio.
Una persona che si premura di riempire qualunque interstizio possibile, ingolfando di commenti wall of text se stessa, gli altri, persino con triple risposte a sé, per me è perché non ha molto da dire.
Spesso nascono dibattiti sulla funzione dei commenti, sull’imparare qualcosa, sul desiderio di leggere e scrivere. Non ne voglio fare più e neanche me lo chiedo più: resto attaccata come una patella allo scoglio a guardare e basta tutto ciò che suona in risacca, sempre uguale a se stesso. Non c'è volontà di esplorare l'ignoto, perché una scrittura bella scuote qualcosa, costringe a riesaminare le proprie categorie, e argomentare quantomeno le proprie reazioni.
Non mi ci metto più non per stizza, come spesso è stato, ma perché è chiaro che non è gradito e nemmeno richiesto. Così, nel mio vuoto umidiccio di mollusco epipelagico, innocuo, molliccio e schivo a rimestare molecole piccole e talvolta gustose.
Essendo quindi l'ultima cretina che passa, dallo scoglio, mi limito ad osservare e a esclamare come nella famosa serie produttrice di innumerevoli meme ‘Perché a noi la qualità ci ha rotto il catso!'