Gas fra le pieghe del soffitto

scritto da DitaDiBrezza
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Autore del testo DitaDiBrezza

Testo: Gas fra le pieghe del soffitto
di DitaDiBrezza

Fatico a respirare la stessa aria
di qualche campo di concentramento.
Fatico: a piccoli grappoli di luna;
straccio le unghie la metà del tempo,
fra fango e dolore, mi strappo i numeri
sulla pelle, li gioco all'Enalotto,
li strappo e ne pianto semi al suolo:
papaveri, girasoli, ciclamini, stelle alpine.
Tutto s'imbratta di sangue e lenzuola,
volto da carnefice, stelle denudate,
il rettangolo di cielo concessomi,
laggiù, mentre il forno continuava
a creare il suo pane, alimentazione per pochi,
quella donna l'ho amata, anche qui,
anche tra i morti ed ogni volta
che veniva la notte, di lei una linea di saliva,
stradina di lumaca impazzita.
Ma come amare nell'amaro gioco del massacro nazista?
Eppure, ne ricordo certi suoni, il suo camminare
leggero fra i fiocchi di neve, il suo muoversi gli occhi
con le ciglia intarsiate di pelle, eppure, la ricordo
a darmi il fiato con baci in bianco e nero,
la piccola donna danzante, lei, suonava il violino,
la piccola donna danzante, lei, suonava il violino
con le vene dei morti, lei, di lei, il suo odore nella stanza
non se n'è andato, neppure quando ci hanno liberato.


2 – 9 - 2010
Gas fra le pieghe del soffitto testo di DitaDiBrezza
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