Gli indiani d'America sostenevano che quando non si riesce a dormire, o si riposa male, e' perché si è svegli nei sogni di qualcun' altro. Da tempo non dormo, da tempo qualcuno sogna di me. Al mattino si odono suoni nella mia stanza, somigliano a passi leggeri, a sussurri delicati. Si sentono scricchiolii sui pioli, e a volte un'aria gelida passa sulla mia pelle come per accarezzarla. Le campanelle tibetane verso le 3,00 si mettono leggermente a tintinnare sulla mia testa, ed io resto in silenzio, ad occhi aperti, cercando di catturare qualcosa che è più un'essenza, come fossi a caccia di un segno chiaro e preciso in una dimensione a me sconosciuta eppur familiare. Un sogno nel tuo sogno forse? A volte mi convinco che sia tu a creare sogni in cui potermi vedere , in cui abbracciarmi. A volte sento che sei tu, perché senza che io faccia nulla mi brillano gli occhi, mi batte il cuore, mi si drizzano i peli sulle braccia e un sorriso leggero mi si stampa sul viso. A volte penso che probabilmente mentre tu sei qui, io sono lì, accanto al tuo letto, e ti guardo dormire. Ma sorprendentemente riesco a dimenticare tutto durante il giorno. Scendo le scale. Prendo il caffè, Fumo una sigaretta. E tu non ci sei. Mi vesto. Mi pettino. Prendo la borsa ed esco di casa nell'aria di questo settembre malinconico. E tu non ci sei. Guido la mia auto. Ascolto la mia musica. Incontro persone. Sorrido sempre. E tu non ci sei. Parlo del tempo e di arte. Corro verso un autobus. Siedo sul sedile accanto al finestrino, come tutte le mattine, e guardo fuori. E tu non ci sei. Improvvisamente mi prude il naso, mi fischiano le orecchie, e mi vieni in mente. Ma è solo un momento. Mi distraggo ascoltando le voci, i clacson, i trilli delle biciclette, i miei nuovi pensieri. E tu non ci sei più. Verso sera, quando creo nuove sfumature e nuovi colori, quando assemblo parti di me alla tela e danzo con i pennelli, respiro adagio se sento il tuo odore. Ma non ci sei. Non sei con me. Sei distante quanto Plutone dalla Terra. Quanto le stelle che abbiamo ammirato assieme la notte in cui stavi su un tetto e io tra le canne in riva a un lago melmoso. Tu non ci sei. E non ci sarai. Lasciami dormire allora. Lasciami andare... Lasciami stare. Hai scelto l'oblio, fammi svanire. Sparisci del tutto. Non farmi domande notturne che s'impigliano nello spazio e nei miei capelli se non vuoi aspettare risposte. resteremo per sempre mescolati come i miei colori, ma ora smetti di sognarmi.
M.M.
Lasciami andare. testo di Maria Maddalena