Al giorno d’oggi il computer, la televisione e i cellulari hanno preso il totale sopravvento della società, ma cosa può essere meglio di un libro?
La lettura di un romanzo ti porta in un altro mondo, dove la fantasia viaggia liberamente, costruendo storie, immaginando palazzi, personaggi, paesi. Solo leggendo riusciamo a essere estranei dal mondo, completamente presi dalla fantasia, rapiti da un mondo parallelo alla realtà. Leggere un libro significa anche prendere del tempo per se stessi, staccarsi momentaneamente dalla nostra vita e perdersi nei propri pensieri.
“Le persone che leggono hanno tante vite, una per ogni libro. E tutte diverse. Può andare nella giungla, alla corte del re, in Cina. Può essere una ballerina, un capitano, un indiano.
Quando leggi ti puoi prendere la vita delle persone del libro, i loro amori, le loro feste, i loro vestiti, i loro cuori.
Chi legge ha cento vite.”
I libri, tuttavia, non servono solo per estraniarsi dal mondo, anzi, spesso sono portatori di insegnamenti di vita estremamente utili e validi.
“Sai cosa c’è di triste nel leggere i libri? Che ci si innamora dei personaggi.
Crescono con te. Quando si legge si inizia a sentire ciò che sentono, si diventa loro. E quando hai finito non sarai mai più lo stesso. Qualcosa nel tuo modo di pensare, il modo in cui scegli e, a volte, anche le cose che dici possono essere diverse.
È incredibile, ma in qualche modo, ti senti lasciato solo da quel mondo di cui una volta eri parte. È travolgente. Ma ti rende triste. Perché una volta eri in questo altro mondo e poi, improvvisamente devi dirgli addio.”
Inoltre, ovviamente, leggere aumenta la nostra cultura personale, sia in ambito storico, leggendo “I promessi sposi” di Manzoni o “Tempesta” di Gruber, ma è anche possibile estrapolare degli insegnamenti da libri fantasy quali “Regina rossa” di Aveyard o “L’atlante di smeraldo” di Stephens.
Questo secondo genere è prediletto dai ragazzi, quindi più semplice da comprendere ma nonostante ciò è estremamente interessante se letto sotto la giusta luce e con la giusta chiave di lettura.
Questo modo di pensare però, oramai, è vecchio. I giovani di oggi preferiscono il film rispetto al libro, ormai nessuno ha più la voglia di “spendere” il proprio tempo. Ma il film offre realmente ciò che l’autore voleva esprimere al proprio pubblico?
Talvolta esistono film addirittura migliori rispetto al loro libro d’origine, ma sono casi isolati, infatti, normalmente guardando un film non ci si sente “dentro”, cosa che accede invece leggendo.
Probabilmente i giovani sono lontani dalla lettura a causa di “traumi”, ossia l’obbligo di leggere imposto da genitori o insegnati, i quali suggeriscono prevalentemente testi difficili e lontani dall’immaginazione dei ragazzi. Questi ultimi vengono, quindi, inesorabilmente spinti a guardare un semplice film risparmiando il proprio tempo per videogiochi o TV.
Sorge, quindi, naturale questa domanda: “La “scomparsa” della lettura nelle nuove generazioni è colpa degli adulti? Esiste un rimedio a questi errori? O la società è obbligata ad arretrare, perché è proprio questo che sta succedendo con la scomparsa della lettura nei giovani.
Tecnologia o lettura? I giovani scelgono. testo di Elennnn