Riposavi seduta sulla sedia in vimini sul cuscino di seta delicata, ascoltando le note di un vento bizzarro che si insinuava tra i capelli.
La nuova stagione era appena arrivata, dall'anima imprevista di luce e giorni chiari di mare, a incidere sul tuo seno quel respiro sereno d'amore.
Ed era diverso quel tempo! Quando nessun dolore era previsto e il tuo sogno era soltanto quello di vivere nella tenerezza.
Ora non esiste più nessun tempo, nemmeno un domani senza fine, solo un rimpianto doloroso che si insinua dentro fino a fare male.
Il pino dalle verdi fronde ora giace al suolo, abbattuto dalla tempesta, come una donna prossima al parto che attende e non dimentica.
Lontano nella mia mente il gelso antico sospeso nella memoria, la sedia in vimini abbandonata, oggetto che racconta il destino di rune astratte nelle quali leggere un destino diverso.
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