La Zucca Canterina

scritto da Domenico De Ferraro
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Autore del testo Domenico De Ferraro

Testo: La Zucca Canterina
di Domenico De Ferraro

LA ZUCCA CANTERINA

Una sera mentre camminavo per una brulla strada di campagna senti una voce chiamarmi. Incuriosito m’inoltrai per un campo di zucche di cui alcune dicevano d’ essere magiche. Sotto a una luna bianca, vermiglia con tanti colori che rendevano la brughiera bella, quasi tetra , m’avvicinai a un albero. Pareva miezzo muorto , stirinicchiato in faccia ad un muro , scheletrico con mille rami lunghi fini , quasi che ti volessero acchiappare stringere , stringere fino a farti morire. Impaurito ,appucundruto avrei voluto ritornare indietro non passare per quella strada stretta e scura ove s’annascondeva chi sà che cosa dietro all’angolo. lo core palpitare a mille e mille, stracco , sconvolto , avveluto , avrei voluto alluccare ma mi misi brevemente a cantare e canta che ti passa, passai zitto e muto vicino all’albero miezzo muorto. All’intrasatte una cape morte vidi spuntare tra quello groviglio di rami , lo core faceva bum bum , la voce mi mancava, le mani mi tremavano per poco non mi defecavo sotto. Madonna avrei voluto dire che brutta cape e morte , ma quella mi guardò , chiu vicina si faccette , chiano , chiano s’avvicinai poi nu sorriso mi facette poscia mi dicette compagno mio cantami una nuova canzone, fammi sentire la cianciosa voce toia , fammi rallegrare. Io non riuscivo nemmeno ad aprire a bocca , mi guardai intorno poi non lo so nemmeno io , incomincia a cantare e canta che ti passa ed io passai per quello campo affatturato , la cape e morte m’accompagnò fino alla fine dello bosco poi svanì ed io mi ritrovai dentro alla sacca di un contadino . Il quale guidava un carro trainato da due buoi a fianco tenere nu fiasco e vino rosso , mezzo panello di pane dorato nu paio di baffi lunghi e sporchi nu cappiello di paglia in testa. Tornava dai campi ove aveva faticato tutta la giornata , ero un contadino malandrino arrubbava i soldi alle ricchi per darle ai poveri si chiamava Giovannino detto Niculino o mariuolo figlio di Andrea un brigante temuto per ogni contrada che portava alla cima della montagna. Canta che ti passa pensai accussi mi misi a cantare . Giovannino mi sentì si guardò attorno meravigliato non scorgendo nessuno pensò per un momento che fosse asciuto pazzo. Io m’affacciai sul bordo della sacca e continuai a cantare una farfalla s’avvicinai ed io prontamente le sali sul sul delicato dorso. Cantando volai lontano da Giovannino ,lo vide alzare il fiasco e farsi nu bello sorso di vino poi se mettete a ridere e ridendo spronò i buoi a far ritorno a casa. Mentre volavo la farfalla mi dicette tu chi sei? io mi feci russo ,russo non sapevo che rispondere accussi per ringraziarla cantai Roma non far la stupida stasera. Gli piacette assai che la farfalla mi condusse assai lontano ,tanto lontano che ora mi trovo vicino a te e per te canto stà canzone per farti ridere , riflettere sulla curiosità di certa gente che và solitaria tra i campi in autunno ivi possa diventare una zucca e cantare una bislacca canzone .
La Zucca Canterina testo di Domenico De Ferraro
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