Nega tutto

scritto da Alma Gjini
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Autore del testo Alma Gjini

Testo: Nega tutto
di Alma Gjini

Nega, nega tutto.

Non raccontargli che quando entra nella stanza

sento il peso del mare scendere sulle vertebre,

che mi si sposta il sangue,

e qualcosa di antico, sepolto sotto anni di pietra,

ricomincia a respirare.

 

Non dirgli che i suoi occhi hanno la temperatura del rame,

il tepore del pane spezzato dopo la fame,

e che certe volte basta il suo nome

perché la notte perda i denti.

 

Continua a vendergli la favola della mia scorza,

raccontagli di questa femmina selvatica e questa donna sicura,

cresciuta dove la terra si spacca per la sete,

con le ginocchia dure, la schiena senza inchini

e una bocca che ha imparato a mordersi

prima ancora di chiedere.

 

Digli che la mia solitudine è un cantiere di ferro,

che ci ho murato dentro ogni cedimento,

che conosco il mestiere delle partenze

e non ho mai pregato nessuno di restare.

Digli che ho la bocca fatta d'asfalto,

che sotto la lingua non cresce più niente

e che persino la tenerezza, se mi attraversa,

deve imparare a camminare scalza sui vetri.

 

Ma non raccontargli il disastro.

 

Non dirgli che mi basta immaginare le sue mani

per sentire cedere le fondamenta,

che questa carne, così ostinata a non appartenere,

riconosce in lui una resa

che non somiglia a nessuna sconfitta.

 

Non dirgli che lo desidero

con la fame delle cose rimaste troppo a lungo intatte,

che ci sono notti in cui il suo nome

mi sale dalla gola come una preghiera

e io lo ricaccio giù,

dove tengo sepolto tutto ciò

che potrebbe farmi inginocchiare.

 

Nega che brucio per le sue mani.

Nega che la mia notte è un'attesa senza rimedio.

Nega, nega persino che, qualche volta,

questa donna fatta di cortecce e di calce

vorrebbe soltanto posare la fronte sul suo petto

e dimenticare, per una notte intera,

il faticoso mestiere di essere invincibile.

 

Che è la mia sola patria,

glielo dirò io.

Ma con la mia voce,

quando l'armatura sarà caduta nel fango

e non ci sarà più niente da difendere.

 

 

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