Storie di una vita mai vissuta: Convivenza forzata

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La convivenza con un male misterioso e invalidante
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Testo: Storie di una vita mai vissuta: Convivenza forzata
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C’è un male dal quale sono stato sempre affetto, è comune a tante persone e spesso considerato come qualcosa di inevitabile, che ogni tanto può accadere e di cui non bisogna per forza farne una tragedia.

Viene chiamato in tanti modi, a seconda del tipo e della sua localizzazione, per molti è semplicemente mal di testa.

Le sue prime manifestazioni risalgono al periodo coincidente con l’inizio delle scuole superiori e, per quanto posso ricordare, è sempre stato presente, in ogni luogo, in ogni momento.

A volte per poco tempo smetteva, ma solo perché io me ne dimenticassi, e al momento opportuno tornava, rincarando la dose con una stilettata peggio di un proiettile conficcato nel cervello.

Il suo principio era una sensazione di freddo estremo nella parte sinistra del cranio, che mano a mano diveniva una fitta sempre più forte, pulsante, mi sembrava di essere un personaggio del film Scanners(1981), al quale ad un certo punto esplode la testa per effetto della telecinesi.

La parte più pesante da sopportare era l’alterazione comportamentale che mi causava nei rapporti con gli altri, mi sentivo intrappolato in un corpo incapace di comunicare qualsiasi emozione, come un blocco marmoreo ed immobile.

Una domanda, che mi ponevo spesso in quei momenti era:

“Cosa vedono gli altri guardando me e a cosa pensano vedendomi agire in modo così strano?”

I miei genitori le provarono tutte: esami medici, analgesici, guaritori(ciarlatani), esercizi di respirazione, nulla potevano contro quel leviatano che mi divorava dal di dentro.

Il nostro medico di base ipotizzò una causa psicosomatica derivata dallo stress (probabilmente per gli episodi di bullismo dei quali ero quotidianamente vittima).

Crescendo ed allontanandomi da quel periodo gli episodi diminuirono, fino a scomparire quasi del tutto(forse il medico ci aveva preso in fondo…)

Sicuramente sarà capitato anche ad altri ragazzi(non è un esperienza che di solito si condivide), ma quando ne sei ostaggio, vorresti solo scomparire.

Guardando indietro, nei ricordi, quasi non riesco a credere che quel periodo sia così lontano.

Storie di una vita mai vissuta: Convivenza forzata testo di Gomma
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