Cammino in un mondo che non mi
appartiene.
Solo.
Il destino alza il martello,
i guai tendono l’incudine.
Ogni scelta è un bivio ferito:
a destra il rumore che divora,
a sinistra il pendio.
Parlo, e mi chiamano folle.
Taccio, e brucio dentro.
Sogno tra uomini senza idee,
respiro fra chi ride del vuoto.
Se accetto, mi perdo.
Se rifiuto, pago.
Cerco soltanto giustizia,
ma in tempi crudeli
anche la pace
diventa colpa.