Un sogno

scritto da Mary_stile
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo Mary_stile

Testo: Un sogno
di Mary_stile

Un sogno.

Si, sarebbe un sogno.

Il mio sogno.



Il sole quella mattina era tiepido , caldo ma non invadente, i cielo era azzurro, pulito… e l’aria sapeva di primavera.
Erano le 9:30 del mattino, svegliata da qualche minuto ero in veranda davanti al mio caffè quotidiano,con la prima sigaretta del mattino tra le dita, osservando il volo leggero e rapido delle rondini , i pensieri vagavano sin all’indefinito. Un pensiero , un idea, un intenzione giunta alla mente interruppero bruscamente quello stato di staticità nel quale mi trovavo.

Partire.

Cappottino sciarpone e la tracolla contente il necessario ( trucchi , vestiti , scarpe , smaldi cd e soldi)
Mi dirigevo verso la stazione.

Oblitero il biglietto , aspetto il treno.

Dieci minuti di ritardo.

Poi Venti.

Trenta.

La mia solita sfortuna.

Sta arrivando.

Sono sul treno, seduta accanto al finestrino osservo il verde della campagna e i palazzi di periferia .
Il treno vuoto , solo qualche signore che pareva non avesse una meta precisa , proprio come me…!

Passano le ore.. ore

Una … due.. ….

Dodici ore…

Eccomi giunta a Milano.

Menomale che con quel lavoretto a Natale avevo messo da parte un po di risparmi, li era tutto caro.
Prendo una camera in un albergo , li disfo le valige e mi corico…
La mattina seguente apro gli occhi, il cielo li era grigio ecupo l’aria gelida.
Esco presto, erano le 8:30
Vado a fare colazione ad un bar ed il caffè non sapeva che di acqua e zucchero.
Acquisto un pacchetto di lucky strike silver, mi erano finite.
Li la vita faceva schifo, ma sentivo il sapore della liberta.
Per le strade gia di prima mattina bambini che chiedevan l’elemosina su di un marciapiede o ai semafori, barboni ancora dormienti su qualche panchina e una via vai di passanti indifferenti a quello spettacolo atroce, considerandolo quasi normale.

Continuava a farmi schifo la vita li, ma mi sentivo finalmente libera.

Le preoccupazioni stavano poco a poco dando spazio alla voglia di vivere.
Si, in quella città immensa , con cosi tante persone mi stava ritornando la voglia di vivere ormai persa , essendo cresciuta in una città dove l’abitudine del fare sempre le stesse cose , andare sempre negli stessi posti e vedere sempre le stesse facce , aveva spento completamente ogni entusiasmo, e con tutta sincerità mi aveva inibita.

Ora ero li, gente nuova, tanta gente, nuovo modo di vivere e di comportarsi

E per me …nuovo modo di essere……

e…. tutto cio…..

per…

Spezzare le catene ,

abbattere le mura,

spiegare le ali e volare.
Un sogno testo di Mary_stile
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