Assurdo è che mi manchi, un infinito confino, neanche fossi del vino, ti evito e sono comunque ubriaco ti penso fino a smettere il fiato. Passano giorni e notti insonni, guardando il sofitto immagino mille mondi sei al mio fianco in ogni luna, l'allucinazione d'ogni duna. Prego, ma non sei tra questi banchi nettare del mio respiro, oggetto d'ogni mio papiro. Non sei in questa nave, mia parola chiave unico colore utopico in questo mondo monocrono.
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