Salvate il soldato che non sa sparare al suo viso riflesso nello specchio increspato di uno stagno senza fondo dove butta stelle e pietre mentre cadono le voglie dai fiori dell’estate…
Cadono le foglie appesantite dai rimpianti tra le mani ingiallite dal fumo delle sigarette di quest’autunno annoiato che come vento si perde tra i capelli del tramonto fin oltre le frontiere dove clandestine si nascondono le chimere
Salvate il soldato che non vuol morire come un assassino con in mano il suo fucile…
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