Quel giorno, durante la festa del vostro fidanzamento, credetti che non avrei mai potuto amarti più di così. Stavo per perderti davvero e dunque ai miei occhi eri più preziosa che mai. Vissi l'intera giornata con una terribile stretta nel petto, ma allo stesso tempo, vedendoti ridere felice, mi sentivo rigenerato, come in paradiso, alla fine della mia esistenza. Fissavo ogni cosa di te, come se fosse l'ultima volta. I tuoi denti brillavano al sole, le tue clavicole sembravano uscire dalla pelle, come se essa fosse una prigione. Il modo in cui giravi la testa a salutare le persone.
Eppure, dopo tutto questo tempo, posso dire che non fu quello il giorno in cui capii di non poter vivere senza te. Era stato solo un sogno, vivevo in un sogno, e tu eri un angelo che non riuscivo ad afferrare. Ora sembra tutto lontano e sfocato, come nella nebbia.
Solo adesso capisco che il giorno in cui ti amai di più davvero fu quando disperata e rifiutata da tutti ti gettasti ai miei piedi. Il giorno in cui ti amai di più fu anche il giorno in cui più ti detestai e mi sembrasti umana, non più perfetta.
Quando vidi le prime piccolissime rughe che cominciavano a uscire buttate fuori dalla tua sofferenza. E le tue gambe troppo magre e un poco storte. La voce con quel suono odioso, che voleva me, dopo tutto il tempo in cui avevo sperato di sentir pronunciare quelle parole.
Mi sembrasti un giocattolo rotto, per un attimo ai miei occhi non eri più così desiderabile. Credetti di aver sprecato il mio tempo. Ma fu quello il momento in cui ti amai di più, perché finalmente uscii dall'illusione di te che mi ero costruito , e cominciai ad amarti infine per ciò che eri davvero. E mi sforzai, cercai di esserti vicino, perché amare è questo, è dare. Ami davvero solo quando dai.
Ma il nostro problema è questo, amore. Io e te siamo di quelle persone che preferiscono amare piuttosto che essere amate. È per questo che noi due non potremo mai stare insieme.
Un monologo d'amore testo di Stana Altrego