Lettera a un nemico

scritto da redheadlove
Scritto 18 anni fa • Pubblicato 18 anni fa • Revisionato 18 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di redheadlove
re
Autore del testo redheadlove

Testo: Lettera a un nemico
di redheadlove

Eccomi, sono qui. Il bambino è morto ed è cresciuto. È il momento di fare i conti. Se tu credevi di farla franca ti sbagliavi di grosso. Se tu credevi di mettermi a tacere con quel foglio da 2000 lire che mi desti dicendomi di metterlo nei calzini altrimenti i miei genitori se ne sarebbero accorti continui a sbagliare. Se poi hai creduto, anche per un solo istante, che quelle carezze troppo intime date ad un bambino all’interno di un portone in una sera di primavera portassero un velo di piacere anche a lui, allora sei proprio pazzo. Ti stanerò come il cane fa con la lepre, seguirò il tuo odore di marcio e ti ritroverò ovunque sarai, non importa quanto lontano o quanto tempo mi ci vorrà per scovarti, ma puoi stare certo che ti troverò. Per quel tempo ti converrà di gran lunga essere morto. Molto morto. Appena sarò da te dominerò il mio primo istinto che non mi darebbe soddisfazione adeguata. Dopotutto sei stato un buon maestro. Mi hai insegnato ad odiarti, ed io sono stato un’ottimo allievo. Mi hai insegnato a non fidarmi del mondo dei grandi, mi hai fatto sentire sporco e vergognoso, mi hai fatto sentire in colpa al posto tuo. Lo sai cosa ho fatto coi soldi che mi hai dato? Ho comprato un pacchetto di Big Babol per il compleanno di mio padre. Lo sai quando ho cominciato a parlare del nostro incontro? Dopo dieci lunghi, tremendi anni, passati a credere di essere pazzo, di essere un rifiuto, di avere chissà quali colpe che non avevo, a logorarmi il fegato e a finirmi nel corpo. Lo sai che non potevo andare in bagno se c’era qualcuno vicino a me? Lo sai come mi sono sentito a farmi visitare, a passare dallo psicologo all’alcool, alle droghe per poi approdare in un niente? Lo sai la voglia concreta di morire che ho avuto? Lo sai che se adesso ti scrivo è quasi un miracolo? No, tu non lo sai, non lo puoi e non lo vuoi sapere. O più semplicemente non te ne frega niente. Non te ne è mai fregato niente, nè di me nè di chiunque altro. Non ci hai pensato due volte a chiamarmi con una scusa. Ma c’è un’altra cosa che tu non sai, forse la più bella. Non sai che voglia che ho di ucciderti, non di ferirti. Non ti meriti di essere solo ferito. Non hai neppure lontanamente idea di come mi senta quando ti penso. Ti immagino davanti a me, ti prendo per il collo e, lentamente, molto lentamente, comincio a stringere le dita, tu ti divincoli, ma nulla puoi contro di me, sei VECCHIO, sei solo un lurido vecchio. Sento le tue vene pulsare sotto le mie dita, sempre più veloci, ti guardo strabuzzare i tuoi occhi vacui cercando i miei, sento il rantolo che ti fischia fra i tuoi denti marci, ti dibatti come un pesce sul fondo di una barca ma sai che sarà inutile. Finalmente i miei occhi calmi e gaudenti incrociano i tuoi, arrossati dallo sforzo e sgranati dal terrore della morte imminente. Fai bene ad essere terrorizzato. Cerchi pietà in me, ma non la trovi, mi supplichi con lo sguardo, ormai non ti rimane che quello. No, non avrò pietà di te come tu non l’hai avuta per me. A nulla sono valsi gli indottrinamenti cattolici e cristiani sul perdono, io non ti posso perdonare. Finalmente in un ultimo singulto ti irrigidisci, fai un gemito strozzato e poi niente più. Io ti lascio cadere a terra come un sacco di stracci, ti afflosci informe e paonazzo. Ecco, il mostro è lì, è sconfitto. Quell’ ombra nera che mi ha perseguitato per quasi tutta la mia vita si è dissolta come neve al sole. Chissà perché però non mi sento del tutto felice.
Lettera a un nemico testo di redheadlove
1