Negli anni ho imparato a conoscermi,
a studiarmi.
Mettendomi in attento ascolto
ho capito che,
ogni malessere fisico che ho
si lega in qualche modo
ad un dolore dell'anima.
Ricordo che
quando lo stomaco bruciava senza sosta,
dopo qualche tempo mi son data la risposta.
Mi stava gridando che
quella relazione insana e di violenza
mi stava distruggendo,
mangiandomi da dentro
e lui poverino si contorceva
per farmelo capire.
E forse per pura coincidenza,
quando ho messo fine a quel delirio
pochi giorni dopo è andato via,
per non tornare più.
E quel periodo in cui
avevo sempre mal di testa
e mi sentivo stanca da morire,
era la tristezza che si presentava alla mia porta.
Mi stava dicendo che
non potevo vivere soltanto di lei
ma dovevo lasciare spazio anche alla gioia,
altrimenti mi sarei ammalata seriamente.
Le diedi retta e poco dopo
non ebbi più quei mal di testa.
Poi quel momento in cui
per una gran paura che provai
mista ad ansia e depressione,
mi venne un'allergia così forte
che quasi non potevo respirare.
Stette con me a lungo
e provai tutti i tipi di cure possibili,
che servirono solo a calmarla per un po'.
Era sempre lì con me,
e vedevo che diventava ogni giorno
più forte e più decisa.
Ogni volta che provavo
una paura così forte che mi paralizzava,
oppure una tristezza tanto profonda
che non mi faceva respirare,
immediatamente si chiudeva anche il mio naso.
Come a dirmi non riesco,
cambia respiro,
inala bellezza e gioia,
così posso guarire più in fretta.
E gli occhi gonfi e semichiusi
lacrimavano arrossati,
come a dirmi
ci vediamo male
cambia vista,
cambia sguardo.
Guarda altrove,
non solo dalla parte della paura.
E poi come per miracolo,
un giorno che decisi
di lasciarmi tutto alle spalle,
di chiudere con tutto il vecchio e logoro
e di ripartire dalla bellezza del momento
l'allergia si calmò, quasi scomparve.
Me ne resi conto quella sera stessa,
perché mi accompagnava
ormai da troppo tempo,
ogni giorno
ogni sera
ogni notte,
a volte non riuscivo neanche più a dormire.
Così quando iniziò a scomparire
mi sembrò quasi impossibile.
Aspettai del tempo,
per esserne sicura
e vidi che era ancora lì
ma io quasi non la sentivo più.
Era diventata così lieve,
entrava in punta di piedi
quasi come a non voler disturbare
quel nuovo equilibrio interiore,
e poi andava subito via.
Ed ora,
dopo un mese da quel giorno,
sorrido e vedo che
più proseguo il mio cammino
dalla parte della bellezza
più per lei non c'è più posto.
È straordinario pensare
che il corpo ci parli,
ci invii continuamente dei segnali
e se solo ascoltassimo
i suo campanelli di allarme,
di sicuro vivremo in maggiore armonia.
Perché lui è il nostro tempio,
il nostro luogo sacro
e dovremo trattarlo con cura,
col massimo rispetto.
Oggi io ti ringrazio o' corpo mio,
per avermi sostenuta, amata, accolta
anche quando
non sono stata poi così gentile con te.
Da oggi in poi
ti ascolterò con più attenzione,
ti osserverò più acutamente
e soprattutto ti amerò,
con la stessa cura
che tu hai avuto per me,
aspettando di essere riconosciuto.
Corpo risvegliato testo di Sofy