La beltà d'una Musa (vista da un Musagete fallito)

scritto da Filicheto
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Ennesima navigazione nell'insidioso mare dei "suonetti minchionici". Si voglia perdonare questo mozzo divenuto capitano! Un bascio a tutte e tutti!
- Nota dell'autore Filicheto

Testo: La beltà d'una Musa (vista da un Musagete fallito)
di Filicheto

Ogni tanto m’aduggio e mi contrisco

con quisquilie d'ego àuto-trófo

la cui lingua fiorita (par l’ibisco)

inver nasconde spine di carciofo.

È ver che con pazienza le subisco

perché talvolta sembro filo-sófo

ma ‘l ver è che di norma non gradisco

‘sto floscio pipistrello rino-lófo

che pur l'algida luna innervosisce:

strofinacci di verbi a ghirigori

s’inoltrano nel cosmo, tra le lande,

dell’Attica le chiappe (1) fanno a strisce

Minerva rendon dea de' sicomori —

e ci rimetto 'l cambio di mutande!


1. Nel senso di sasso, rupe, roccia sporgente: cfr. G. Devoto-G.C. Oli, Vocabolario Illustrato della Lingua Italiana, p. 533.

La beltà d'una Musa (vista da un Musagete fallito) testo di Filicheto
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