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01/02/2026
"Tutto scorre.
Mi perdo ogni volta che respiro.
Stringo ciò che cambia
e mi resta solo il vuoto.
Ma anche il vuoto passa".
Oggi, finalmente dopo tanto tempo, ho capito che devo imparare a stare da sola.
Stare da sola non vuol dire isolarsi dal mondo, ma vuol dire conoscersi meglio, iniziare a rispettarsi, a mettere se stessi al primo posto quando gli altri non sono capaci, vuol dire prendersi cura di sé stessi in un mondo infido e pieno di egoismo.
Da piccola mi domandavo spesso quando sarebbe arrivata la persona giusta per me, quella persona legata a me con un filo rosso, quella persona a cui ero destinata; da piccola credevo nel vero amore, nella forza di un gioco di sguardi e credevo nella persona giusta.
Fin da piccina ho sempre desiderato di incontrare l'amore, il vero amore, quello che ti fa sentire la pelle d'oca, le farfalle nella pancia, quel fastidioso nodo alla gola, quello sguardo perso in quegli occhi che ti sembrano unici.
Ho sempre voluto essere amata, essendo cresciuta ricevendo poco amore da parte dei miei genitori; ho sempre cercato di colmare questo vuoto con i ragazzi, figure che assomigliavano a mio padre.
Fin da bambina, quando vedevo due ragazzi innamorati per strada, non vedevo l'ora di crescere per conoscere anche io l'amore, per trovare la mia persona.
Crescendo, però, ho capito che la mia persona non esiste.
"Non esiste la persona giusta, esiste la persona giusta in un determinato periodo", ormai, questa cazzo di frase, è diventata il mio motto.
Ho solo 16 anni e ho provato in un anno cosí tante emozioni che il mio cuore non riesce più a respirare tranquillamente.
Ho sofferto così profondamente che ogni mio respiro mi soffoca.
Ho amato così intensamente che ogni carezza mi sembra uno schiaffo.
Ho amato così ardentemente da non sentire più il bruciore del fuoco
Ho amato così vivamente da non sentirmi più viva.
Ho amato così lealmente da dubitare di qualunque gesto o parola.
Ho amato così intimamente da non sentirmi più a mio agio con il mio corpo.
Ho amato così incessantemente da trascurarmi.
Ho amato così tanto da dimenticarmi me stessa.
Dopo il mio primo amore ho capito cosa vuol dire "lasciare amando" e a quanta cazzo di forza serve per compiere un gesto del genere, a quanto faccia male mettere la propria salute prima della persona amata.
Però, a volte, è necessario.
E, dopo la rottura, dopo le notti insonnia, dopo gli innumerevoli attacchi di panico, dopo quel macigno sul petto, arriva quel vuoto.
Un vuoto così profondo che non ti permette di vivere, un vuoto che devi colmare.
In quel periodo mi sentivo morire, e per sentirmi ancora un'ultima volta viva, ho dato il mio corpo per ricevere un pò di "amore"... però, quell'amore, non è mai arrivato.
Ho aspettato settimane, ho aspettato mesi, ho messo il mio cuore nelle mani di qualcuno che non lo meritava, di qualcuno che non lo sapeva custodire.
Qualcuno che mi ha fatto sentire viva solo pochi istanti, prima di rigettarmi nel baratro del mio silenzio.
Mi ero promessa di smettere con le relazioni, di concentrarmi per una volta su me stessa, però, da piccola ingenua, non smisi di pensare che il vero amore esistesse.
Così, quella fatidica notte, passai ore a confidarmi con un ragazzo, il quale mi giurava amore, il quale mi prometteva quello che avevo sempre desiderato, il quale mi diceva quello che volevo sentirmi dire, e come una stupida, sono cascata nella sua ragnatela perfida.
Dessi tutta me stessa, sicura che quella volta sarebbe stata diversa, sicura che quella volta sarebbe stato quello giusto, quello diverso dagli altri.
Ho sperato con tutta me stessa di non sbagliarmi.
Ogni giorno era come il primo, mi sentivo di nuovo viva e amata.
Cazzo, finalmente riuscivo ad amare di nuovo, senza limiti e senza paure, solo quel sentimento quanto puro quanto pericoloso.
E poi, un qualunque martedì pomeriggio, il mio mondo ha deciso di fermarsi.
Ho lottato, con denti e unghie, per non perdere la persona che amavo, e che amo, più di me stessa, ma si sa, le cose belle alla fine vengono portate via.
Sono passati 18 giorni da quel fottuto martedì, ma fa ancora male come le prime volte.
Questo ragazzo lo vedo ogni giorno a scuola, essendo un mio compagno di classe, e nonostante quello che io provi per lui sia ancora immenso, non posso lottare.
Non posso gridare.
Non posso reagire.
Non posso piangere.
Non posso farli cambiare idea.
Nonostante il dolore che abbia provato e che sto provando dopo tutte questi capitoli chiusi, tutte le volte continuo a ripetergli che non è loro la colpa, che si devono mettere l'animo in pace e che desidero solo che loro vadano avanti, perché in fondo so che stanno meglio senza di me.
Li perdono perché li amo e voglio solo il meglio per loro... ma chi vuole il meglio per me?
Nonostante siano stati degli stronzi io gli ho sempre perdonati, per aiutarli ad andare avanti... ma chi aiuta me?
Ogni rottura ricevo delle parole che mi porto dentro, che mi rimangono come un pugno nello stomaco:
"volevo darti il mondo, ma non ci sono riuscito" e "volevo farla funzionare, ma non ci sono riuscito".
E la domanda che mi rimbomba nella testa è sempre la stessa.
Perché nessuno riesce ad amarmi?
Con il tempo ho capito che amare non sono le parole dolci, i messaggi la notte tarda o i regali spontanei.
Amare vuol dire strapparsi il cuore dal petto e darlo alla persona che ne ha bisogno, amare vuol dire avere quella luce negli occhi quando parli della persona amata agli sconosciuti, amare vuol dire perdonare l'imperdonabile solo per far star bene l'altro, amare vuol dire annullarsi, amare vuol dire accettare e aspettare... o almeno questo è il mio sbagliato ma unico modo di amare.
Ormai penso che nessuno meriti il mio amore, nemmeno me stessa.
Non augurerei mai a nessuno di avere il mio modo di amare, a riuscire a sentirsi vivi solo soffrendo per amore.
Non augurerei mai a nessuno di dire, con gli occhi intrisi di lacrime che si perdono negli occhi spenti e menefreghisti della persona che si ama, che nonostante tutto il dolore atroce e le pugnalate che sta ricevendo, prova ancora amore e vuole ancora il meglio per lui.
Non augurerei mai a nessuno di ripetere alla persona che ti ha ucciso "non è colpa tua, fa niente", finché la abbracci piangendo, sentendo il coltello penetrare lentamente nella tua schiena.
Non augurerei mai a nessuno di sentirsi dire le frasi e le azioni che io ho dovuto subire, e che, con il tempo ho assorbito, plasmandomi nell'unico tipo di persona che ho sempre odiato: l'apatico.
Ogni volta che subisco una forte delusione, mi viene sempre ripetuto che mi fungerà da lezione nella vita e che mi aiuterà nell'esperienze future.
Ma dio, io non ho mai chiesto di crescere così presto.
Non ho mai chiesto di avere il terrore dell'amore, di provare disgusto solo al pensiero di amare ancora, di diventare una persona apatica.
Io non ho mai chiesto di diventare una donna a 16 anni.
Non chiedo di tornare bambina, ma desidero solo ritrovare la fiducia nelle persone, che ormai ho completamente perso.
Non chiedo di tornare bambina, ma sogno di ricominciare a credere nell'amore.
Non chiedo di tornare bambina, ma spero di ritornare alla mia stupida ingenuità.
Non chiedono di tornare bambina, anzi, sì.
Ormai ho capito che non riuscirò più a vivermi appieno una relazione, perché sono stata ferita così tante volte da non riuscire più a fidarmi di nessuno.
Mi hanno delusa così tante volte che non so se mi ricorderò ancora come si ama.
Mi hanno uccisa così tante volte che non riuscirei a smettere di pensare alla fine... perché in fondo, nulla è per sempre.
E pensarlo mi da uno stupido senso di sicurezza, come se quando poi finisse facesse un pó meno male, se in fondo me lo aspettavo... però comunque fa sempre male.
L'unica cosa in cui credo è la frase "tempo al tempo": sono sicura che con il tempo tutto passi, ma prima devi accettare il dolore, prima devi morire per poter rinascere.
È difficile, ne sono consapevole, e non sempre ci riesco, però bisogna ricordarsi che è un privilegio riuscire a provare questo tipo di sentimenti a questa età, nonostante i ragazzi non siano ancora capaci di lottare per amore.
Ora desidero soltanto pace per il mio cuore.
Chi possedeva il tuo amore aveva la possibilità di scegliere cosa farne, non è colpa tua se le persone non riescono a capire il tuo valore... a volte, la soluzione migliore è scappare, per evitare di scontrarsi con la triste e dura realtà.
Ora, però, posso dire con assoluta certezza che merito la stabilità, merito un posto sicuro.
Merito di essere amata almeno la metà di quanto amo io.
Basta vivere nei ricordi.
Basta idealizzare le persone.
Ami la tua mente, non ami veramente gli altri.
Smettila e comincia a costruire il futuro che meriti.
Ricordati, caro lettore, la nostalgia ti ucciderà, ma in fondo, la nostalgia è la fortuna di chi è stato fortunato.
Anni fa mia mamma mi disse una parola che mi è rimasta tutt'ora in presso:
"Panta Rhei" ~Eraclito
"Tutto scorre.
Mi perdo ogni volta che respiro.
Stringo ciò che cambia
e mi resta solo il vuoto.
Ma anche il vuoto passa".