In scribendo veritas.

scritto da Oldman61
Scritto 24 giorni fa • Pubblicato 24 giorni fa • Revisionato 24 giorni fa
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nasce da un dubbio semplice e ostinato: se la verità di una poesia stia nella forma, libera o metrica, piuttosto che nel modo in cui la abitiamo.
- Nota dell'autore Oldman61

Testo: In scribendo veritas.
di Oldman61

con lesto passo mi fuggi dinanzi,
ch'io sol mirarti posso nell'andare,
eppur vicina mi fosti un tempo,
gioia che in amara lacrima si volse.

solco sì profondo sul cuor lasciasti,
ch'ora ti diverti assai a far stillare,
gocciola gocciola rosso il cuor mio,
ch'ancor non mi compiace risanare.

di dolore più ratto è morire,
ch'obliarsi nella vanità del mondo,
soffro e non mi dolgo ancor d'esser vivo,
di veleggiar qual gabbiano in burrasca.

sol io conosco il passo che dirigo,
sol io conto le lune che ho guardato,
il numero delle rughe sul viso,
sono vere come è vero che esisto io.

vesto come son solito portare,
or seguo la mia forma qual rigo,
come quando da fanciullo poggiava,
tremulo su di esso lo scriver mio.

scrivo per dar corpo ai miei pensieri,
ondosi s'allungano per ritrarsi,
e tacito or mi sovviene un verso,
qual secchia per raccogliere quell'acqua.

ché il verso è solo un enunciato,
quando l'aer trapassa per l'udir tuo,
cogliere tu lo puoi qual vero o falso,
sia qual vi pare il cuor mio non tange.
In scribendo veritas. testo di Oldman61
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