Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Se la libertà consiste nel disporre delle condizioni che permettano di attuare la propria volontà, quest’ultima si determina attraverso la facoltà del libero arbitrio.
Quindi il libero arbitrio sarebbe la libertà di scelta antecedente alla libertà di attuazione, la principale prerogativa dell’individuo quella di decidere la propria sorte, assumendosene la responsabilità, nell’ambito delle limitazioni che gli impone la realtà.
Se non ci fosse il libero arbitrio l’individuo non avrebbe nessuna colpa e nessun merito derivante dalle sue azioni, il problema della libertà non si porrebbe neppure; invece, ammettendo il libero arbitrio, il giudizio sull’agire verrebbe condizionato dalla libertà.
Ma constatiamo facilmente che è molto difficile tracciare un confine tra queste due fasi dell’essere, pur ammettendo l’esistenza della prima, viene per così dire subito messa in discussione dalla seconda fino al punto di annullarla.
Inoltre se il libero arbitrio non disponesse di tutta la conoscenza sulle conseguenze delle proprie azioni, ammettendo la libertà di concretizzarle, come se ne potrebbe assumere la responsabilità ?
Ovviamente questa conoscenza o libertà di coscienza che sarebbe condizione essenziale per il libero arbitrio, risulta insufficiente, incerta, cioè opinione anzichè verità, la libertà invade il campo del libero arbitrio irrimendiabilmente, poichè oltre a occuparsi dell’esterno si occupa anche dell’interno.
Fino adesso abbiamo parlato di individuo, si comprende bene come il libero arbitrio e la libertà di un singolo individuo si incontrano-scontrano con quella degli altri individui, ciascun individuo si forma una coscienza discutibile, sceglie in base a questa, condizionando la libertà degli altri, ma anche il libero arbitrio, perchè va a modificare la coscienza altrui, ne risulta un insieme di individui le cui relazioni reciproche possono migliorare-peggiorare lo stato globale del sistema, con una ricaduta più o meno positiva su ciascuno, che non è più in grado di assumersene la responsabilità.
Come si traduce tutto questo in ambito ebraico-cristiano-cattolico ? chiedo scusa ai non credenti o di altre fedi, non che io sia un convinto religioso, ma cresciuto in tale contesto, come ho detto prima, non riesco a prescinderne, ma quantomeno ci provo.
Un insieme di individui viene creato, senza propria scelta: un dono non richiesto e inaspettato, ma la totale e assoluta felicità-benessere placano qualsiasi protesta, oltretutto il grado di soddisfazione è stato creato dalla stessa entità fornitrice.
Solo che subito dopo queste persone vengono dotate del libero arbitrio, forse già tardi, che li mette in grado di rifiutare quello stato di beatitudine, ma non il dono dell’esistenza in sè, qualcuno di loro lo fa, compromettendo tutti gli altri, producendo come alternativa per tutti la libertà di questo mondo e il libero arbitrio, da continuare ad esercitare eventualmente per tornare a quella beatitudine.
Non solo non è stato consentito rifiutare il secondo dono, quello del libero arbitrio dopo il primo dell’esistenza, ma nell’ambito del libero arbitrio e della libertà è rientrata anche la possibilità di collaborare alla creazione con la riproduzione, nelle stesse condizioni di partenza: altri individui chiamati all’essere e alla volontà, ma ereditando le decisioni scelte dai primi.
Continua e cambia …