L’azzurra plaga.

scritto da Oldman61
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Una riflessione sul tempo non come rimpianto, ma come misura interiore. Le stagioni trascorrono, maturano, si spogliano; ciò che resta non è la perdita, ma una luce più quieta. L’inquietudine stessa, attraversata, diventa dolcezza consapevole.
- Nota dell'autore Oldman61

Testo: L’azzurra plaga.
di Oldman61

lontane sono ora le colline,
qual giovani desii, vorticose;
al lindo cielo del mattin sereno,
astavan tra placide nubi bianche.

pure settembre dai forti colori,
dalle feconde messi e dai frutti ben
maturi, s'oblia or disadorno:
m'accoglie questo verno, la pianura.

una campagna arrossata e fracida,
in eternale tedio, algido e grave;
dabbasso una ricurva ardesia volta,
ove ansa il pensier tra desii muti.

se utili furon le andate stagioni,
fu per sentir dolce ciò ch'era inquieto:
e una gioia dimentica m'assale,
nel mirar lucente un’azzurra plaga.
L’azzurra plaga. testo di Oldman61
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