MAKE ME SMILE ( piccolo pezzo)

scritto da HappySquinzia
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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MAKE ME SMILE ( piccolo pezzo)
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Testo: MAKE ME SMILE ( piccolo pezzo)
di HappySquinzia

LOVE WAS AN EASY GAME TO PLAY


Non riesco a stare fermo. Non vedo l'ora che suoni la campanella. E mi accorgerò che suona quando sentirò un po' di brusio nei corridoi. La classe accanto alla mia si prepara sempre prima che suoni. Noi invece solo dopo. Ma va bene lo stesso. Solo che oggi non voglio fare tardi. Devo vedere viola. Quindi non vedo l'ora di sentire quello sbattere delle cartelle della terza F, dal corridoio con i muri sottili. Dal corridoio si sente tutto. Se urla la professoressa Biagiotti al secondo piano sfonda le orecchie anche a noi. Però lei è un caso a parte. La sua voce sfiora i 14 decibell. È soprannominata ugola d'oro. E mai una volta che gli venisse il mal di gola a quella vecchia. Noi ce la ritroviamo alla quarta ora il lunedì e alla sesta il giovedì. Facciamo solo due ore di francese per fortuna nostra. Altrimenti avremmo tutti una sordità acuta. Ed è meglio perché in classe mia ci sono già tanti sordi. Tipo il mio compagno di banco. Samuele. Prima di aver capito i compiti me li richiede almeno tre volte. Uno potrebbe pensare che almeno così li fa bene. In verità lui non li fa mai. Certo anche io qualche volta salto però Samu lo fa con gesto quotidiano. E se qualcuno mi chiede come mai non lo hanno ancora bocciato è perché copia i compiti da me . E si salva il culo con le interrogazioni.
Ma questa mattina non li avevo nemmeno io i compiti. Ieri pomeriggio ho avuto una partita a calcetto e ieri sera non mi andava ed ero occupato. Insomma , occupato non ero ma dopotutto dovevo fare la mia ginnastica. La mia ginnastica è un termine che uso per non essere volgare. Anche se essere volgare è divertente. Lo ha inventato Cristian. Il mio migliore amico e alunno della terza F.
Cristian è un fico pazzesco. Lo definiscono così. E anche io lo penso , è molto bello. E se devo essere sincero o spesso cercato di imitarlo. Ma non mi riesce perché siamo totalmente diversi.
Innanzitutto lui biondo con il ciuffo fonato e piastrato perfetto. Degli occhi marroni che quando mi fa arrabbiare gli dico sempre che sono color merda. Un fisico notevole, addominali ben sviluppati e non c'è dubbio che sia estremamente posato. Con una pelle liscia e vellutata come il sederino di un bambino. Nonché permaloso. E leggermente vanitoso. Ma nessuna ragazza vede queste cose prima del suo aspetto. Dicono che noi maschi siamo superficiali ma diciamo la verità , neanche le ragazze guardano prima come è uno dentro e poi danno un occhiata al suo sedere. E a proposito di sederi , quello di Cristian è molto sodo. Non che io glielo abbia mai toccato ma si vede. E le ragazze ci sbavano dietro.
In quanto a me c'è poco da dire. Se uno cerca di trovare l'opposto di Cri è ovvio che guarda me.
Io sono ricciolo e moro , anche i miei occhi sono color merda e ho qualche brufolo di troppo quindi la mia pelle non è liscia quanto deve. I muscoli ce li ho. Un po' di pettorali. Insieme a Cri facciamo gli addominali. E il mio sedere non è niente male. Una volta me lo sono guardato allo specchio. È bello tondo. E sodo. Quindi me ne posso vantare. Il problema è che è difficile vantarsi del proprio sedere davanti agli altri. E infatti non l'ho mai fatto. Ed è meglio che non lo faccia mai altrimenti mi prendono per maniaco.
E sono anche un po' maniaco. Il mio cellulare è il completo sito di YouPorn e non me ne vanto. Ma la ginnastica così è più facile. Non che io sia fissato con le donne nude ma … insomma sono un ragazzo qualcosa devo vedere. Mi posso giustificare.
Io e Cri una volta li abbiamo visti insieme. E lui ha tirato fuori il suo coso. Noi maschi alcune volte facciamo questo cose … diciamo di gruppo . Non credevo ai miei occhi. E lì trovai il punto debole di Cri. Ce lo aveva piccolo. Eccome se era piccolo. Speravo che gli dovesse ancora crescere se no era messo male. Perché o il suo era piccolo o il mio era un colosso. Non che io mi vanti delle sue dimensioni ma il mio Ernesto ( spara lesto) era un bel ragazzo.
Quindi capii che la perfezione non esisteva. E altra cosa che capii fu che i miei brufoli sarebbero spariti un giorno. E questo me lo disse mia madre vedendo che mi strizzavo i piccoli invasori. E mi disse anche che se continuavo a torturarmeli non sarebbero spariti. Quindi pur di farli sparire alcune volte giro con orribili bubboni gialli che spaventano chi mi sta intorno. Soprattutto le ragazze.
E se entriamo nell'argomento devo dire che non mi va male. Anche se sono storie finite spesso troppo presto e troppo male. Troppo male per me. Ma adesso forse è meglio se non ci penso al passato. Perché viola è tutto adesso . Viola è bella. Bellissima. Stupenda. Meravigliosa. E devo ammettere che è stata soggetto delle mie fantasie più di una volta. È perfetta.
E non solo è perfetta fisicamente ma … in verità non ho inquadrato bene il suo carattere. È complicata.
La professoressa comincia a mettere i suoi libri nella cartellina. Il mio compito di matematica è mezzo in bianco. Scarabocchio qualche formula e piego il foglio.
Mi consolo nel vedere che la prof ha già rimesso tutto a posto e per il corridoio si sente un brusio leggero. Questo significa che la campanella sta per suonare. La campanella della libertà.
Le cartelle cominciano a sbattere. Prevedo che tra meno di un minuto sarò fuori da questo purgatorio.
E infine le parole magiche.
« ragazzi cominciate a consegnare» la prof in quel momento mi sembro una santa. La visione della tizzetti con l'aureola mi fantastica nella testa. Finché non sento i miei compagni alzarsi dai propri banchi pieni di scritte per andare a consegnare. Lentamente mi alzo e con passo mogio mi avvio verso la cattedra. Consegno e non riesco a evitare lo sguardo ammunitore della professoressa. Mi aspetto una piccola predica e socchiudo gli occhi per dimostrare il mio dispiacere nel aver lasciato il compito in bianco. Ma la campanella improvvisamente suona. Salvato dalla campanella. Che fortuna.
La prof apre la porta mentre noi finiamo di fare la cartella. Una folla di studenti inferociti si aggira per il corridoio. Si possono sentire le urla delle professoresse ai primini. Scendiamo le scale facendo un fracasso incredibile. Inciampo almeno tre o quattro volte nei piedi di Martina , la mia compagna che emette stridulii di dolore e si gira con fare minaccioso. Esagerata. Appena fuori dalla calca comincio a correre, altrimenti perdo il bus, e così faccio tardi a pranzo e poi devo anche fare la doccia. Mi sistemo lo zaino sulle spalle perché mi scivola. Tutto ciò entro le tre e mezzo. Ce la posso fare.
Supero velocemente quelle lumache dei primini e esco dal cancello della scuola.
I primini della mia scuola non sono ragazzini. Sono nani. Sono piccoli cavolo. Dei miei amici all'inizio dell'anno quando li hanno visti gli hanno pure detto che le elementari erano dall'altra parte dell'istituto. Abbiamo scoperto dopo che erano dei nuovi pivelli. Sono tutti bassi di statura e magrolini. Si vestono da bambini, hanno gli zaini delle Winx o di BEN TEN. Le primine non sono sviluppate per niente, sul petto tabula rasata. I primini fanno impressione. E io penso che stiamo proprio retrocedendo. Se l'evoluzione dell'uomo sarà quella di diventare sempre più piccolo assomiglieremo davvero a gli alieni come dicono i programmi alla t . v. Tutti piccoli, verdi o blu e con la testa grossa.
Mi ricordo in prima come ero io. E di certo non ero così basso. E di sicuro ero più a ragazzino. Ora che ci penso devo rivedere le foto dei alcuni anni fa. Bei tempi.
Alla fermata dell'autobus è pieno. Ci sono anche alcuni ragazzi delle superiori. E anche ragazze. Sono molto carine le ragazze delle superiori. Tutte messe per bene e ben formose nei punti giusti.
Non c'è dubbio però che ci siano delle snob incredibili. Quelle che hanno i giubbotti di marca comprati solo in negozi costosi che parlano solo con le ragazze come loro e sfottono le altre.
E i ragazzi delle superiori sono uguali a Cri , non hanno nemmeno un capello di fuori e sono tutti dei sapientini mostruosi. E sono pure più maniaci di me. Questo lo dico perché mio cugino ha sedici anni e giuro che lui proprio non pensa ad altro.
Guardo l'orario per la decima volta e mi accorgo che l'autobus è in ritardo. Controllo meglio e poi mi convinco. Sbuffo. Che palle. Non voglio assolutamente fare in ritardo.
In questi momenti vorrei essere spider man. Mi immagino che con le mie ragnatele scavalco la enorme folla e per raggiungere la mia bellissima donzella. Che mi aspetta tutta vestita d'oro in un bellissimo abito stretto molto sensuale.
Vedo in lontananza un enorme autobus blu. E il mio cuore sussulta. Finalmente. Sono felice. Mi immagino già io e viola abbracciati o mano per la mano mentre camminiamo , chiacchieriamo e ridiamo. L'autobus in men che non si dica è davanti a me . Le porte si aprono. Si aprono come le porte del paradiso. Speriamo però che le porte del paradiso non siano fatte di plastica e nere. Salgo velocemente per paura che le porte si chiudano e mi lascino fuori.
Cerco un posto libero. L'unico rimasto è quello accanto a una ragazza. Neanche brutta. Però mi sa che non vuole nessuno accanto. Se non non si sarebbe messa da sola nell'angolino. Piano piano mi avvicino e mi metto seduto vicino. Lei neanche si gira. E all'inizio mi sembra strano. Ma poi vedo che ha le cuffie e capisco che sta ascoltando della musica. Appena sono saliti tutti l'autobus mette in moto. Uno scossone mi fa sobbalzare e come me tutto il resto della ciurma. Il primo pensiero che ho è quello che si sia rotto il motore. Mi batte il cuore all'impazzata , non aspetto altro che le fatidiche parole : scendete tutti abbiamo un problema. E giuro che se succede scoppio a piangere. Viola non mi perdonerà mai se faccio in ritardo. Crederà che sono un egoista. Sento gli occhi pieni di lacrime.
Poi un altro scossone e il bus parte. Un sospiro lungo e di sollievo mi esce dalla bocca. Le lacrime si bloccano e dico a bassa voce « grazie dio ». lo sento che lui mi vuole bene. Mi ha salvato la vita.
Poi però realizzo che sono proprio un imbecille. Tutti gli autobus partono con uno scossone. Infatti non ho visto volti preoccupati. Certo che l'amore è uno stato di imbecillità pura. Mi sento proprio un bambino. Ma cosa mi succede?
Poi un signore vecchio sale sul bus quando sta per chiudere le porte, ho il timore che venga schiacciato mentre le porte si chiudono, ma il vecchio fa un salto e arzillo si avvicina al mio posto. E mi guarda. Mi sa che vuole che sia educato e gli ceda il posto perchè è più vecchio. Ma no ! Non mi freghi nonno ! Ho visto come ti piace saltellare. Adesso sto io qui a sedere. Lo sguardo del nonno , come se mi avesse letto nel pensiero si fa più scuro. Comincio a intimormi. E se poi chiama il guidatore ? Quindi metto lo zaino in spalla e mi alzo, mi arrendo e lui se ne accorge anche solo dallo sguardo. E gli torna il sorriso. Un sorriso a presa di culo. Grazie nonno. Poi alza la voce e dice « grazie bravo giovanotto !» e mi prende il posto. Mi sparisce subito il sorriso che non avevo. In cambio però ho gli sguardi pieni di comprensione dei ragazzi vicini e i sorrisi orgogliosi dei vecchietti.
Il bus va troppo lento e io comincio a stare male.Mi fa male la pancia , sono ansioso. Mi scappa da cacare. Cavolo se avessi un cesso davanti a me la farai di fronte all'altra gente. No, ma forse è solo la furia. L'ansia. La fretta. Quanto cavolo ci mette questo bus a raggiungere casa mia? Sto per farla qui. Mi contorco dal male. Non c'è un posto libero. Sono tutti occupati da vecchietti e vecchiette. Se mi sedessi starei meglio ma purtroppo questi cavolo di posti sono tutti occupati da sederi avvizziti. Invece il mio di sederi sta scoppiando. Uno di quei vecchi si accorge che li sto fissando. Mi sorride e dice alla vecchietta accanto : che bel giovanotto, ti ricordi quando anche noi eravamo così giovani?
E continua il suo discorso senza che io ci badi. Se ti piace essere giovane perché non mi cedi il posto e ci scambiamo i ruoli? Mi guardo intorno e vedo che tutti i giovani sono in piedi. Tutti siamo rassegnati. Lo vedo negli sguardi. A me cominciano a fare male i piedi.
MAKE ME SMILE ( piccolo pezzo) testo di HappySquinzia
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